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L'iniziativa

Infermieri italiani, quale futuro? Al via gli Stati generali della professione

Lo hanno deciso i 102 presidenti degli Ordini provinciali che rappresentano gli oltre 456mila iscritti, sostenendo una proposta del Comitato centrale della FNOPI.

Tempo di lettura: 2 minuti

Al via gli gli Stati generali della professione infermieristica. Lo hanno deciso i 102 presidenti degli ordini provinciali degli infermieri che rappresentano gli oltre 456mila iscritti, sostenendo una proposta del Comitato centrale della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), che poco meno di un mese fa ha inviato una lettera aperta a Governo, Parlamento, istituzioni e Regioni in cui aveva annunciato di voler coagulare una risposta unitaria, indipendente da appartenenze sindacali e partitiche, da ruoli e posizioni.

Gli Stati generali della professione infermieristica partiranno con una consultazione pubblica rivolta a tutti i 456.000 infermieri italiani che saranno chiamati ad esprimere la propria posizione sui temi più importanti per la professione che gli Ordini provinciali analizzeranno e metteranno a sistema assieme al Comitato centrale della Federazione. Saranno quindi elaborati una serie di primi posizionamenti provvisori che saranno poi sottoposti a confronto con tutti gli organi consultivi della FNOPI e infine con gli stakeholder esterni.

Questo, per approdare a una piattaforma condivisa che ridisegni la professione infermieristica in Italia anche attraverso la modifica delle norme primarie e dei percorsi formativi universitari e di specializzazione. Una proposta concreta per il Paese, spiega Fnopi, che «diventerà il perno delle richieste e del confronto con le istituzioni e la classe politica».

«Occorre una ferma presa di posizione- afferma Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI- Quale Ente sussidiario dello Stato, abbiamo sempre mantenuto un dialogo serio e pacato per dovere istituzionale. Non possiamo incrociare le braccia, ma vogliamo e dobbiamo guidare il cambiamento dell’attuale sistema e intendiamo farlo attraverso modalità differenti da quelle tipiche delle rivendicazioni di piazza, ma basate su una ferma e forte volontà di proporre una dialettica istituzionale concreta ed efficace. Il momento è cruciale: le scelte della politica di oggi avranno ripercussioni almeno per i prossimi 20 anni. Questo gli infermieri lo sanno ed è bene che ne prendano coscienza anche le istituzioni direttamente dalla voce di 456.000 infermieri italiani».

Il Consiglio Nazionale della FNOPI si riunirà di nuovo il 26 febbraio per condividere con l’intera comunità infermieristica i dettagli operativi del percorso di consultazione allargata. «Senza scelte chiare e un altrettanto chiaro cambio di rotta- conclude Fnopi- si fa morire una professione e con lei un intero sistema sanitario nazionale».

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