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Infermieri e Operatori Socio Sanitari nelle Case di Cura, La federazione OPI Sicilia replica alla risposta dell’AIOP

30 Settembre 2019

"E’ più che evidente - scrivono i nove presidenti provinciali - che la nota dell'AIOP Sicilia sia stata concepita al solo fine di spostare il focus del dibattito"

 

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Continua il dibattito fra La federazione siciliana delle OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche) e l’AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata), dopo il botta e risposta della settimana scorsa (leggi qui l’articolo), i nove presidente provinciali siciliani dell’ordine degli infermieri tornano a scrivere una nota in risposta alle affermazioni del presidente AIOP Sicilia Mario Ferlazzo.

“Lo scrivente Coordinamento degli Ordini delle professioni infermieristiche della Sicilia – si legge nella nota diramata alla stampa – intende riprendere e ribadire i concetti da ultimo espressi circa la necessità di procedere alla revisione della L.R. 39/88 del 8-11-1988 – sulla determinazione dei requisiti tecnici richiesti alle case di cura private per l’autorizzazione alla gestione. E’ più che evidente che la nota dell’AIOP Sicilia sia stata concepita al solo fine di spostare il focus del dibattito sulle scarse qualità e sicurezza delle cure, da tempo segnalato dal Coordinamento che, infatti, le strutture private accreditate siano oggetto di costanti controlli non è la questione dirimente, né quella su cui il Coordinamento ha ammonito il decisore politico. Dunque è di nuovo opportuno sottolineare che tale questione riguarda il riferimento legislativo della materia in analisi, ovvero la predetta L.R. sopra citata (cui peraltro i controlli di cui l’AIOP dà atto sono ancorati): una norma ormai obsoleta e persino superata dalla normativa nazionale (le leggi 251/2000 e 43/ del 2006) e regionale (si veda l’accordo stato regioni sulla necessità di inserire l’OSS anche presso le Case di Cura).

E’ questo il tema oggi sul tavolo, rispetto al quale occorrerebbe che l’AIOP si pronunciasse senza mezzi termini ed evitando di confondere volutamente i piani di discussione. Ed è questo il tema che il Coordinamento ha portato all’attenzione dell’Assessore alla Salute e dei funzionari dell’Assessorato, apprendendo da essi che erano consapevoli della disparità esistente fra strutture pubbliche e private del rapporto infermiere paziente a causa del metodo utilizzato per il calcolo e l’attribuzione delle dotazioni organiche riportato nella legge 39 del 1988 e che, per modificare il tutto, non era sufficiente il loro intervento ma bensì una modifica della legge da parte dell’Assemblea Regionale.

A questo punto il Coordinamento OPI Sicilia ha chiesto e ottenuto un’audizione in VI Commissione Sanità e ha chiesto a tutti i gruppi parlamentari dell’ARS la revisione della legge 39/88 che in questa nota sintetizziamo:
– Incremento del minutaggio (per l’assegnazione del personale infermieristico attualmente viene attribuito un minutaggio scandaloso “76 minuti pro die a paziente” che equivale a 25 minuti a turno di lavoro del personale infermieristico;
– Prevedere il personale OSS sui tre turni.

Infine è doveroso precisare che la nostra nota comprendeva altre tematiche importanti quali le modalità di assunzione del personale infermieristico con contratti a partita iva o tramite terzi, forme sostanzialmente illegittime che ledono la dignità personale e sociale. In merito a questa problematica confidiamo nella sinergia con le organizzazioni sindacali per specifica competenza. Nella fattispecie probabilmente sarebbe il caso che le autorità preposte intensificassero i controlli considerato che dai dati in nostro possesso, (numero di partite iva e contratti al ribasso tramite terzi), emerge una situazione di assoluta precarietà.

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