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Dal palazzo

L'iniziativa dell'Aadi

Infermieri, al via una petizione online: «Basta con le discriminazioni contrattuali nei nostri confronti»

L'Associazione Avvocatura di Diritto Infermieristico: «Si costituisca un'apposita sezione contrattuale per la nostra specifica professionalità, indicando diritti e doveri».

Tempo di lettura: 2 minuti

«L’art. 40, co. 2 del D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165 stabilisce che nell’ambito della contrattazione collettiva del comparto sanità si possano costituire apposite sezioni contrattuali per specifiche professionalità. Non sarebbe ora di costituire una sezione speciale per gli infermieri che stabilisca i diritti e i doveri di questa particolare professione?».

L’appello è lanciato dall’Associazione Avvocatura di Diritto Infermieristico (il cui segretario in Sicilia è Matteo Incaviglia) ed è contenuto in una petizione online (clicca qui) che il 27 dicembre ha già raccolto oltre 3.800 firme.

«Gli infermieri sono obbligati ad iscriversi ad un Ordine professionale, ad un albo, a pagare una tassa di abilitazione, secondo la legge Gelli sono ora giudicati dal tribunale civile e penale come un medico, rischiano la galera e devono risarcire le vittime, agiscono su essere umani delicati e ne garantiscono la protezione, quindi non possono né percepire lo stipendio da operai, né essere vincolati dal dovere di esclusività che ne impedisce lo sviluppo professionale presso altri datori di lavoro».

La petizione sottolinea pure: «L’infermiere dipendente pubblico o privato che esegue una semplice iniezione intramuscolare in privato fuori l’orario di lavoro, viene immediatamente licenziato perché è sottoposto all’art. 2105 C.C., mentre il medico se lavora anche fuori viene promosso perché si reputa bravo. Questa discriminazione deve cessare».

«L’Associazione Avvocatura di Diritto Infermieristico non ha poltrone, carriere, posizioni organizzative, permessi, congedi e pensioni d’oro da difendere e quindi vi chiediamo di firmare la petizione che porteremo in Parlamento perché si possa cambiare il contratto che ci considera, dal 1946, dei semplici operai. Cambiamo insieme per crescere insieme».

Matteo Incaviglia

 

 

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