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Il caso

Incompiuta Ismep, l’Arnas Civico chiede i danni e vuole completare l’opera

A causa del fallimento della ditta si procederà all’escussione delle polizze assicurative, per un valore di 8 milioni e 410 mila euro. Poi sarà collaudata la parte del cantiere già realizzata e chieste all’assessorato le somme per concludere la realizzazione dell'Istituto Mediterraneo di Eccellenza Pediatrica.

Tempo di lettura: 3 minuti

Ha deciso di rivalersi sulla ditta a cui erano stati affidati i lavori dell’ISMEP (Istituto Mediterraneo di Eccellenza Pediatrica) l’Arnas Civico di Palermo, approvando la quantificazione del danno a causa del fallimento della “Lungarini” e attivando la procedura di escussione delle polizze assicurative. Nel documento, firmato dal direttore generale del Civico, Roberto Colletti, e dall’ingegnere Vincenzo Spera, direttore della UOC “Gestione Tecnica”, viene riportata la storia e le cifre esatte che sono state spese per la struttura che avrebbe dovuto ospitare il “Centro di Eccellenza Materno Infantile” nell’area del fondo Malatacca a Palermo ed, invece, è diventata una delle più grandi opere italiane incompiute, come più volte denunciato ad esempio da Cimo Sicilia.

Tutto è nato nel 2007, quando con un atto deliberativo, è stato indetto un appalto per la realizzazione del CEMI, finanziato sui fondi dell’ex art.71 L 448/98 per un importo complessivo di 51 milioni e 316 mila euro. Nel 2008 si è aggiudicata la gara d’appalto la ditta “ATI-CIR Costruzioni S.p.A.- Consorzio Stabile Busi”, a cui sono stati affidati i lavori per un importo complessivo di 24 milioni e 79 mila euro. Nel 2011 la “CIR Costruzioni S.p.A.” ha dato comunicazione all’ospedale Civico che, in seguito ad un piano di risanamento del proprio gruppo aziendale, i lavori in oggetto erano stati subappaltati, tramite ramo d’affitto e successiva cessione, all’Impresa Lungarini S.p.A. di Fano (PU), subentrata con atto deliberativo nel 2012.

In seguito alle rilevanti difficoltà finanziarie che l’appaltatore stava affrontando, nel 2015 ha convenuto con la Direzione dei Lavori, il RUP e la Direzione Aziendale di continuare i lavori, seppure con personale ridotto, ma nel 2017 il Tribunale di Pesaro ha dichiarato il fallimento della Lungarini. Alla data del fallimento erano già state sostenute spese per 10 milioni e 120 mila euro tra lavori realizzati, competenze tecniche, lasciando poi il cantiere con le strutture portanti incomplete ed oggi in stato di degrado.

Dato quindi il danno causato all’Arnas Civico e alla Regione Sicilia dal fallimento della Lungarini si procederà all’escussione delle polizze accese dall’impresa stessa nel corso dell’appalto, per un valore di 8 milioni e 410 mila euro, le quali possono ancora essere riscosse perché non è intervenuto il collaudo tecnico amministrativo dell’appalto. «Le polizze sono valide fino a quando non vengono collaudati i lavori, ma dato il fallimento della ditta i lavori non possono essere collaudati, quindi, adesso noi cautelativamente stiamo escutendo le polizze- chiarisce l’ingegnere Spera- Successivamente collauderemo solo quello che loro hanno realizzato, in modo tale che l’assessorato ci dia le somme per poter completare l’opera e renderla fruibile ai siciliani».

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