Dal palazzo

I dettagli

Inchesta sulla sanità catanese: 17 indagati, ci sono anche gli ex assessori Razza e Scavone

Secondo il PM Simona Ragazzi, attorno a tre progetti si sarebbe costituito un "comitato di affari" per spartire incarichi ad amici e parenti

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La nuova inchiesta che ha messo sotto l’occhio del ciclone la sanità siciliana parte da un attento esame che gli organi inquirenti hanno fatto su tre progetti, finanziati dalla Regione Siciliana con i fondi del Piano Sanitario Nazionale. Si tratta in particolare dei progetti “Osas Catania – sentinelle della prevenzione”; “Prevenzione, diagnosi e terapie delle caie dentali riscontrate nei cittadini fragili o in età scolastica della provincia di Catania” (gestiti dal Policlinico di Catania) e “Centro Cardio Hub & Spoke – Modello di prevenzione e riabilitazione (gestito dall’Arnas Garibaldi).

Secondo le accuse del pubblico ministero Simona Ragazzi, attorno a questi tre progetti si sarebbe costituito un “comitato di affari” volto alla spartizione di incarichi ad amici e parenti. A capo del comitato ci sarebbero stati il vice presidente dell’ordine dei medici di Catania Nunzio Ezio Campagna e un ex funzionario amministrativo dell’Università di Catania, Gesualdo Antonio Missale. Per loro, e per altri due indagati (l’odontostomatologo Sebastiano Ferlito e il medico ed ex assessore del Comune di Catania Pippo Arcidiacono) sono scattate le ordinanze di misura cautelare in carcere, già eseguite ieri dai Carabinieri del Comando provinciale di Catania. Gravi le accuse, a vario titolo, a loro carico che vanno dalla “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente” alla “corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio”. Per altri 8 indagati invece (fra cui anche gli ex assessori Scavone e Razza) il PM si è riservato di decide su eventuali misure interdittive a seguito dell’interrogatorio di garanzia fissato per il prossimo 5 maggio.

Gli indagati avrebbero contribuito a creare, attorno ai tre progetti sui quali si sono accesi i riflettori della Procura, un sistema di bandi cuciti su misura per distribuire incarichi a persone vicine. Fra queste anche una persona che sarebbe stata segnalata dall’ex assessore Antonio Scavone e un’altra, figlio di un ex deputato regionale catanese che, secondo l’accusa, sarebbe stata segnalata dai collaboratori di Ruggero Razza, su input dell’ex assessore alla salute.

I 17 indagati:
Ignazio La Mantia (Presidente dell’Ordine dei medici di Catania); Nunzio Ezio Campagna (Vice presidente Ordine dei medici di Catania) e la figlia Paola Rita Campagna; Gesualdo Antonio Missale (ex funzionario amministrativo dell’Università di Catania); Alberto Bianchi (Medico Chirurgo Maxillo-facciale del Policlinico di Catania); Giuseppe Di Rosa (Avvocato e componente dell’organismo di vigilanza dell’Ordine dei medici); Filippo Di Piazza (segretario dell’Ordine dei medici di Palermo); Rosa Maria Leonardi (Docente della facoltà di Medicina dell’Università di Catania); Calogero Grillo (Direttore della clinica otorinolaringoiatrica dell’Università di Catania); Sebastiano Ferlito (professore associato di odontoiatria Università di Catania); Eugenio Pedullà (professore associato odontostomatologia Università di Catania); Ernesto Rapisarda (professore ordinario odontostomatologia Università di Catania); Ruggero Razza (ex assessore regionale alla Salute); Antonio Scavone (ex assessore regionale alla Famiglia) Francesco Lo Re (componente segreteria particolare dell’ex assessore alla Salute Ruggero Razza), Daniele Sorelli (capo della segreteria tecnica dell’ex assessore alla Salute Ruggero Razza); Pippo Arcidiacono (Medico ed ex assessore del Comune di Catania)

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