ASP e Ospedali

Catania

Inaugurato il nuovo Centro di Emergenza del Garibaldi-Centro

La nuova struttura di emergenza è antisismica, tecnologica e a basso consumo energetico. Al suoi interno anche una modernissima Angio-Tac

Tempo di lettura: 3 minuti

CATANIA. Inaugurato ieri mattina il nuovo Centro di Emergenza del Presidio Ospedaliero Garibaldi-Centro di Catania. A tagliare il nastro è stato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, insieme all’assessore regionale per la salute, Giovanna Volo.

A fare gli onori di casa è stato il Commissario Straordinario dell’Arnas Garibaldi, Fabrizio De Nicola, il quale ha accompagnato i numerosi ospiti intervenuti all’interno della nuova struttura, realizzata attraverso un appalto integrato per la progettazione e la realizzazione dei lavori, con un finanziamento complessivo di circa 16 milioni di euro, dei quali 9,13 milioni dai fondi ex art. 71 Legge 448/98 inerenti al Programma di riqualificazione dell’assistenza sanitaria riguardante le città di Palermo e Catania, nonché 5,8 milioni dai fondi provenienti dal bilancio della stessa Azienda ospedaliera.

«La consegna definitiva dei lavori- ha detto De Nicola- è avvenuta a marzo del 2019, per essere ultimati a marzo del 2022. Subito dopo, a luglio, abbiamo proceduto al collaudo strutturale. Infine, a gennaio scorso, abbiamo completato il percorso amministrativo necessario. Abbiamo attraversato momenti difficili, come i mesi del Covid, ma non ci siamo mai arresi, grazie anche al supporto dell’ex presidente della Regione, Musumeci, e dell’ex assessore per la salute, Ruggero Razza».

La nuova struttura di emergenza è antisismica, tecnologica e a basso consumo energetico. Sarà in grado di ospitare i primi pazienti entro dieci giorni. Costruita su quattro livelli, per complessivi 6.400 mq, dispone di camera calda, tre moderne e avanzate sale operatorie, un trauma center, una terapia intensiva con venti posti letto di cui quattro isolati, terapia semi-intensiva da dodici posti letto, separazione delle aree per pazienti affetti da malattie infettive. Di grande rilievo anche il nuovo complesso radiologico, con una modernissima macchina Angio-Tac, la prima mai visto in Italia all’interno di una struttura pubblica, capace di abbinare al contempo i percorsi angiografici con quelli specifici della Tac.

«L’obiettivo del mio governo- ha sottolineato Renato Schifani– è proseguire in questa azione di riforma della sanità pubblica, dando una particolare attenzione alle strutture di pronto soccorso, spesso il primo impatto con il sistema sanitario per i cittadini sofferenti. Con l’assessore Volo lavoriamo sulla pianificazione per utilizzare nei tempi richiesti le risorse del Pnrr al fine di aumentare i presidi sul territorio e di dare risposte sempre più efficienti all’utenza, poiché la sanità è un bene di tutti con una funzione essenziale, sia quando è svolta dal pubblico sia quando interviene il privato».

Tra le tante novità degne di rilievo, occorre ricordare inoltre che la struttura è dotata di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda e di una copertura fotovoltaica sul tetto da 429 moduli, mentre altri 129 pannelli sono montati sulla tettoia del parcheggio.

«Questo del Garibaldi è il secondo punto di emergenza che visito a Catania- ha aggiunto l’assessore Volo- e ne apprezzo la straordinaria qualità e modernità. Anche in altre città siciliane stiamo lavorando alacremente, grazie anche ai fondi Pnrr, per migliorare il sistema delle aree di emergenza. Lo scopo è quello di dare assistenza adeguata ai pazienti con cronicità e fragilità, assegnando a ogni struttura il giusto ruolo e la funzione appropriata”.

Tra i numerosi ospiti intervenuti, erano presenti anche il Presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, gli assessori regionali all’Agricoltura, Luca Sammartino, e all’Economia, Marco Falcone, il componente della VI Commissione regionale alla sanità, Nicola D’Agostino, il prefetto di Catania, Maria Carmela Librizzi, il Commissario Straordinario del Comune e della Città metropolitana Piero Mattei, l’Arcivescovo emerito Salvatore Gristina, il Rettore dell’Università di Catania, Francesco Priolo, nonché altre autorità civili, religiose e militari.

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