In Sicilia l’aborto è sempre più difficile? La Cigl: «Controlli severi sui finti obiettori»

11 Maggio 2016

Appello del sindacato in difesa della legge 194 e «per evitare il ritorno alle pratiche clandestine».

 

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Non è passato neanche un  mese da quanto InSanitas ha raccolto il grido d’allarme lanciato dalle donne della Fisac Cgil. Sulle colonne del nostro giornale Elia Randazzo, segretario provinciale del sindacato, lanciava a chiare lettere un monito sui c.d. obiettori di coscienza, numerosissimi in Sicilia: “Richiediamo l’intervento delle strutture e degli organi preposti ai controlli per verificare quanto sia reale il numero di obiezioni di coscienza o se dietro questo numero elevato si nasconde dell’altro”. Qui di seguito l’articolo pubblicato lo scorso 15 aprile.

PALERMO. Le donne della Fisac Cgil scendono in campo chiamando a raccolta tutto il sindacato e le associazioni femminili per organizzare delle iniziative unitarie in difesa della legge 194, smascherare i “finti obiettori” con controlli severissimi e evitare il ritorno all’aborto clandestino.

«Per una donna che decide di interrompere una gravidanza è importante poterlo fare in una struttura pubblica della nostra Regione- afferma Elia Randazzo, segretario generale Fisac Cgil Palermo- I dati sugli obiettori siciliani, sia che si tratta di medici, paramedici o anestesisti, ci dicono che questo da noi sta diventando quasi impossibile. Richiediamo l’intervento delle strutture e degli organi preposti ai controlli per verificare quanto sia reale il numero di obiezioni di coscienza o se dietro questo numero elevato si nasconde dell’altro».

«Non vorremmo che chi fa nell’ospedale pubblico l’obiettore poi privatamente continui a fare aborti clandestini. Anche le strutture sanitarie hanno le loro responsabilità nei trasferimenti dei medici e possono benissimo evitare che nei reparto il diritto all’aborto non sia garantito».

La presa di posizione arriva in seguito al ricorso presentato dalla Cgil sulla interruzione di gravidanza in Italia, accolto dal Consiglio d’Europa, che ha raccomandato al nostro Paese interventi urgenti per migliorare le risorse ospedaliere e consentire l’applicazione della legge.

La Sicilia con più dell’80 per cento di medici obiettori, è la Regione con la media più alta.

«Partiremo con un volantinaggio nei prossimi giorni, durante la raccolta firme per la Carta universale- aggiunge Elia Randazzo- Contro l’aborto clandestino sono state fatte aspre battaglie che hanno portato alla legge 194/78. Tale legge non è una legge a favore dell’aborto, che rappresenta un dramma personale per ogni donna, ma una legge che consente alle donne che devono sottoporsi all’interruzione della gravidanza di farlo in sicurezza negli ospedali e non clandestinamente nelle mani di medici o mammane che si arricchiscono sul loro corpo e fanno rischiare loro la vita».

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