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In pensione, continua a fare il primario gratis: non si arresta la polemica all’Arnas Civico

23 Settembre 2019

Dalla Cimo ribadiscono: "Quella delibera è illegittima e deve essere annullata, nominando un facente funzione". Ma il dg Colletti replica: "Approfondimenti in corso, ma finora non è emersa alcuna irregolarità".

 

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PALERMO. Non si arrestano le polemiche all’Arnas Civico, dove il direttore del reparto di Nefrologia e dialisi con trapianto in quiescenza dall’uno luglio, è stata richiamata a dirigerlo a titolo gratuito.

A stabilirlo una delibera (la 475 del 31 luglio scorso) che ha scatenato la polemica di alcuni sindacati i quali, non solo la ritengono illegittima, ma minacciano azioni legali.

L’incarico è stato assegnato dall’azienda, con decorrenza dal primo settembre, secondo l’articolo 5 comma 9 della legge 135/2012, il decreto Madia. Questa disposizione consente, nella pubblica amministrazione, temporaneamente, e fino a un anno, di avvalersi di personale in quiescenza per assicurare il trasferimento delle competenze e dell’expertise ma anche la continuità nella direzione.

Tuttavia, dalla Cimo tornano alla carica: “Il decreto consente solo attività di tutoraggio, affiancando l’ufficio dirigenziale, e non di conferire un incarico direttivo, il che è molto diverso- sottolinea Giuseppe Bonsignore- Nella delibera viene citato invece un altro paragrafo relativo agli incarichi a pagamento, che è stato travisato e che dunque appare un’evidente forzatura”.

Non la pensa così il direttore generale dell’Arnas Civico, Roberto Colletti, il quale contattato da Insanitas afferma di non ravvisare alcuna illegittimità nella delibera, anzi ne individua un  vantaggio economico per l’azienda.

Dal sindacato dei medici, invece, la tesi è opposta: “Ciò che appare necessario è che venga revocata la delibera e che venga nominato un facente funzioni (ex articolo 18 del CCNL della Dirigenza Medica). In questo momento- dice Bonsignore – si stanno danneggiando, sia economicamente che professionalmente, i medici della UOC di Nefrologia, ed è questo il vero motivo dell’iniziativa”.

Dal sindacato sono state chieste più volte delucidazioni sulla vicenda. “La prima istanza è stata inviata il 12 agosto e non ha ricevuto risposta. Abbiamo dunque cercato un confronto verbale in assessorato, a margine di una riunione sindacale dove anche Cgil- racconta Bonsignore- si è detta contraria a quanto sta accadendo. E in quell’occasione, lo stesso assessore Razza ha dichiarato che anche a lui sembrava strana questa situazione e di voler verificare e approfondire. Infine pochi giorni fa abbiamo deciso di procedere con un documento inviato dagli uffici legali del Cimo e che ancora una volta è stato ignorato”.

Dunque l’annuncio dalla Cimo: “Qualora non dovessimo ricevere ancora nessuna risposta, almeno per iscritto, valuteremo le necessarie azioni legali”.

Tuttavia, in riferimento all’iniziativa del Cimo, il manager Colletti  sottolinea: “Non intendo rispondere poiché quanto ho da dire è tutto contenuto nella delibera”.

E aggiunge: “Non siamo intenzionati a revocare la delibera e avevo già comunicato che avrei proceduto con approfondimenti tecnico-giuridici, che stiamo attuando. Sono pronto ad intervenire nella misura in cui dovessero emergere delle incongruenze sconosciute. Ma secondo quanto prevede la legge, quella nomina è consentita e ne continuo a sostenere la validità. Ad oggi non ho riscontrato elementi contrari”.

Si tratterebbe inoltre di una manovra utile a far quadrare il bilancio dell’Arnas: “L’incarico gratuito a un primario di valore come la dott.ssa Caputo permette all’azienda di risparmiare ben 140 mila in un anno”, conclude Colletti.

 

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