In Italia boom di congedi per accudire i familiari: oltre centomila in più nel giro di soli quattro anni

20 Aprile 2016

Il tema sarà discusso durante Exposanità in programma dal 18 al 21 maggio a Bologna. In riferimento alla legge 104, si è passati dai 218.700 permessi concessi del 2010 agli oltre 319.800 del 2014. I caregiver familiari sono circa 3 milioni e 300 mila e in alcune Regioni ci sono proposte di legge per riconoscerne il ruolo come già avvenuto in Emilia Romagna.

 

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BOLOGNA. Sono sempre di più le famiglie che si fanno carico della cura di parenti bisognosi di assistenza: se si guarda agli ultimi dati Inps disponibili, relativi alle richieste di congedo per l’accudimento di familiari sulla base della legge 104, si vede come in Italia si sia passati dagli oltre 218.700 permessi concessi del 2010 agli oltre 319.800 del 2014 (+46,2%).

Il nostro servizio sanitario può contare sulla forza di oltre 3 milioni e 300 mila persone: sono i caregiver familiari, uomini ma soprattutto donne (63,4%), che fanno dell’assistenza a padri e madri (49,6%) o al proprio coniuge/partner (34,1%) la propria professione, occupandosi di loro, in media, per circa 18 ore al giorno (7 di cura diretta e 11 di sorveglianza).

In un anno i caregiver italiani prestano assistenza per oltre 7 miliardi di ore, che si traducono in un risparmio effettivo per il SSN, in aggiunta agli oltre 10 miliardi che le famiglie pagano annualmente per lavoro privato di cura e le cosiddette spese «out of pocket» (spese sanitarie, farmaci, ausili/attrezzatura e così via) che hanno superato i 33 miliardi annui (fonte Censis, 2014).

Exposanità, l’unica manifestazione italiana dedicata ai temi della salute e dell’assistenza (Bologna Fiere, 18 – 21 maggio 2016) ospiterà il convegno «Caregiver familiare, risorsa chiave nell’integrazione sociosanitaria e nella cura a lungo termine» organizzato da «Anziani e Non Solo», la società cooperativa che da oltre 10 anni si batte per i diritti dei caregiver e che ha ispirato la legge per il riconoscimento del caregiver familiare approvata dalla Regione Emilia Romagna (esempio sulla cui base sono stati presentati disegni di legge in sei regioni) e più recentemente quella presentata a Montecitorio a fine marzo.

«La legge emiliano-romagnola- commenta Loredana Ligabue, direttrice della cooperativa Anziani e non solo- sta entrando nella fase attuativa e in Sardegna, come in altre regioni italiane, si avanzano proposte di legge per riconoscere il ruolo di chi si prende cura di un proprio caro. I contenuti dei testi di legge hanno trovato il sostegno delle molteplici associazioni di volontariato, di patologia e delle organizzazioni europee come Eurocarers e Coface. Ma è essenziale, oltre al percorso legislativo, continuare l’azione di ascolto e confronto con i familiari, gli operatori professionali, i volontari, gli enti locali».

La necessità della tutela a livello legislativo del ruolo emerge anche dall’impatto sul lavoro che comporta l’assistenza quotidiana di un familiare: il 66% dei caregiver ha dovuto abbandonare la propria posizione lavorativa, rimanendo di conseguenza in media fino a dieci anni fuori dal mercato del lavoro. Si aggira invece sul 10% la percentuale di chi ha richiesto il part-time o ha dovuto cambiare professione.

«La tutela e il riconoscimento dei caregiver è tanto più importante quando questo ruolo è ricoperto da giovani e giovanissimi- afferma Marilena Pavarelli, project manager di Exposanità- In Italia sono 169 mila i ragazzi fra i 15-24 anni che si occupano quotidianamente di adulti o anziani. Una fascia di popolazione anch’essa fragile, che deve assumersi responsabilità tali che rischiano di compromettere i progetti di vita».

Exposanità – I numeri dell’edizione 2014

29.215 visitatori di cui 2.813 esteri; 713 aziende presenti con oltre 2.000 prodotti esposti; 235 convegni e workshop, per un totale di oltre 600 ore di formazione e 836 relatori coinvolti; 14 iniziative speciali.

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