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Impronte digitali per segnare la presenza all’Asp di Enna, protesta della Fsi-Usae

6 Novembre 2019

Il sindacato parla di violazione della privacy. La risposta di Iudica: «Chi si comporta onestamente non ha nulla da temere».

 

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ENNA. Dura presa di posizione della Federazione Sindacati Indipendenti (Fsi – Usae) contro la scelta operata dalla direzione generale della Asp di Enna di utilizzare quale misura anti assenteismo la tecnologia biometrica (leggi qui).

Il segretario territoriale Pier Paolo Di Marco parla di «scelta che criminalizza tutti gli onesti lavoratori che ogni giorno si recano al lavoro e cedono alla stessa grande pro­fessionalità».

«Abbiamo cercato il dialogo con l’amministrazione al fine di condividere le scelte da operare per contrastare il deprecabile fenomeno dell’assenteismo nella pubblica amministrazione- scrive il rappresentante della Federazione- Di contro questa direzione generale è rimasta sorda ai nostri appelli e con lucida determinazione ha portato avanti la scelta di utilizzare la tecnologia biometrica, in assenza della valu­tazione di impatto (obbligatoria) che avrebbe condotto alla individuazione delle eventuali categorie di lavo­ratori a cui applicare questa modalità di rilevamento della presenza».

«L’introduzione di questa tecnologia viola la privacy dei lavoratori, e non è una opinione del sindacato- continua Di Marco-  a seguito del recepimento della nuova normativa unionale a cui il garante della privacy si è adeguato ponendo seri limiti, e a cui si aggiunge il parere già espresso dal nuovo Ministro della Funzione Pubblica, Fabiana Dadone, che ha disposto il divieto di utilizzo di tale tecnologia a favore di sistemi di videosorveglianza nel rispetto dei principi di legalità, finalità, necessità, pertinenza, proporzionalità e non ecce­denza rispetto agli scopi della legge, asserendo che l’utilizzo massivo di questa tecnologia su tutti i dipen­denti di fatto li criminalizza».

Il sindacalista conclude: «Non possiamo dunque che ribadire e rivolgere l’invito a questa amministrazione a porre rimedio operando scelte condivise ed in armonia al quadro normativo, permettendo l’esercizio del diritto all’oblio, stante il rispetto del primato della norma di diritto derivato europeo ed i cui effetti si dispiegano alla prassi ammini­strativa, che condurrebbe di fatto ad una eventuale sanzione».

LA REPLICA DELL’ASP DI ENNA

«Siamo sempre stati disponibili al dialogo a tutela dei diritti dei lavoratori- afferma il direttore generale dell’Asp Francesco Iudica – ed insieme ai sindacati desideriamo proseguire lungo questa strada, ma occorre distinguere: chi si comporta onestamente, e per fortuna parliamo della stragrande maggioranza dei nostri lavoratori, non ha nulla da temere. Questa misura è destinata solo a colpire i pochi “furbetti” il cui comportamento disonesto grava sulle spalle dei colleghi onesti. Su questo fronte, sono sicuro della collaborazione di tutte le sigle sindacali».

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