Impatto dei rifiuti sulla salute, ecco le iniziative del Comitato Interministeriale

22 Gennaio 2020

L'iniziativa è aperta a tutti gli esperti qualificati nei rispettivi campi disciplinari e professionali. Tra i coordinatori una docente dell'ateneo di Catania. L'obiettivo è redigere un documento di indirizzo sulla gestione dello smaltimento.

 

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Continua il percorso virtuoso del CIRS (Comitato Interministeriale Rifiuti e Salute), coordinato dall’ingegnere Ambientale dell’Università di Padova e componente del Tavolo di Roma, professor Raffaele Cossu e dalla professoressa Margherita Ferrante (Igienista dell’Università di Catania e componente del Board ristretto Salute e Ambiente della S.It.I. e della Task-Force Ambiente e Salute del Ministero della Salute).

Dopo la costituzione del gruppo di lavoro “Waste and Health”– anch’esso coordinato da Cossu e Ferrante – avvenuta a settembre 2019, procedono i lavori con l’obiettivo di definire la redazione di un documento condiviso che, per differenti tipologie di rifiuti e tecnologie di gestione, armonizzi le esperienze d’ambito e faccia il punto sulle conoscenze scientifiche, tracciando proposte sostenibili per l’ambiente e per la salute, che possano costituire una base di razionale riferimento per il mondo politico e per la popolazione.

Ciò nella ratio di superare il gap di conoscenze legate alle conseguenze sulla salute delle popolazioni residenti nelle vicinanze di impianti di trattamento dei rifiuti solidi- su cui finora si sono registrate paura e immobilismo, oltre a visioni di parte o settoriali- in modo da superare, accanto a tale criticità, anche lo stillicidio di notizie false, o di comunicazioni scientifiche inficiate da un flebile, se non addirittura inesistente collegamento tra diverse discipline (ingegneria ambientale, medicina, biologia, chimica ecc…), per pervenire, invece, ad indicazioni ed indirizzi evidence based a livello internazionale condivisi e in grado di impedire che l’opinione pubblica e la classe dirigente e politica siano sospinte verso credenze sbagliate o ingiustificate.

Già il primo tassello in tal senso era stato posto dal Tavolo di Roma, ovvero una piattaforma “think-tank”, di riflessione sulla gestione dei rifiuti, multipartitica e multidisciplinare- che riunisce uomini politici di diverso schieramento partitico, ambientalisti, ingegneri ambientali, medici, giornalisti, avvocati, magistrati, economisti, tutti non portatori di interessi di parte.

Tuttavia, adesso questi esiti transitano al CIRS e sul Tavolo internazionale per procedere alla definizione in chiave globale del documento di indirizzo da cui si attendono linee strategiche in relazione alla gestione dello smaltimento dei rifiuti solidi, a tutela della salute umana.

“Lo scopo – spiegano i professori Cossu e Ferrante – è quello di far comprendere cosa significa davvero minimizzare la produzione dei rifiuti e riciclare, in considerazione delle condizioni legate all’economia circolare, a sua volta connessa ad impianti, industrie, produzione di scarti. Temi su cui vi è ancora scarsa conoscenza, nonostante oggi la salute rappresenti la principale preoccupazione per le popolazioni interessate dagli impianti e, al contempo, è evidente per tutti la necessità di dover affrontare in modo razionale la problematica. Ad oggi, però, i diversi settori del mondo scientifico hanno affrontato la questione, producendo studi, anche pregevoli, che però sono rimasti sovente ingabbiati all’interno della mono-disciplinarietà, o mortificati dalla committenza di parte”.

Compito del CIRS è quello di superare tali criticità e di oltrepassare il deficit dello scarso dialogo interdisciplinare, che rappresenta una grave ipoteca che pesa sul confronto con le realtà sociali e non tiene conto della disomogenea attenzione verso la percezione di rischio da parte delle persone, per sfatare su questi argomenti: confusioni, dibattiti improvvisati e manipolazioni di parte.

“Finora- concludono Cossu e Ferrante- sono mancate, da parte del mondo scientifico, risposte univoche e non sono stati individuati sbocchi concreti operativi per le situazioni più critiche. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. I rifiuti o fanno centinaia di chilometri per essere portati all’estero, o giacciono abbandonati per le strade e i campi, oppure vengono gettati a mare con gravi conseguenze per l’ambiente e per la salute”.

In tale direzione, l’impegno interministeriale che caratterizza questo organo, promosso dal Tavolo di Roma (sulla base delle positive esperienze del passato, quale quella del Comitato Tecnico dei Terreni Contaminati), “è volto a realizzare un giro di boa rispetto al passato intervenendo proprio sul tema della gestione dei rifiuti nella logica dell’informazione scientifica integrata, per mettere a sistema le diverse esperienze”.

Il Comitato Interdisciplinare su Rifiuti e Salute (CIRS), è aperto a tutti gli esperti qualificati nei rispettivi campi disciplinari e professionali (Biologi, Chimici, Geologi, Ingegneri, Legali, Medici, Società Scientifiche, ecc.) e agli esponenti del mondo delle Associazioni e dei Comitati e opera in stretto raccordo con gli organismi istituzionali (Ministero dell’Ambiente, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, ISPRA, ENEA, ASL, CNR, ecc.).

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