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Immunoterapie, presentata a Palermo la “road map” per introdurre anche in Italia la Car-t

3 Luglio 2019

La terapia con CAR T rappresenta la più avanzata forma di immunoterapia nelle neoplasie ematologiche e l’unico trattamento efficace in pazienti giovani ed adulti affetti da leucemie o linfomi refrattari e recidivati

 

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Questa mattina, presso l’aula dell’Accademie delle Scienze Mediche del Policlinico di Palermo, si è tenuto un incontro sulle prospettive attuali e future dell’uso della CAR-T in Italia.

Al centro del dibattito è stato posto il percorso che dovranno intraprendere le istituzioni e le strutture ospedaliere per agevolare ed accelerare, in tutte le regioni del paese, e quindi anche in Sicilia, l’erogazione di questa innovativa terapia, specificamente indicata e particolarmente efficace per i pazienti affetti da leucemie o linfomi refrattari e recidivati.

Per assecondare l’importante traguardo scientifico raggiunto con la CAR T si rende quindi necessario un passo in avanti del Sistema Sanitario Nazionale e dei Sistemi Sanitari Regionali, sia per quanto riguarda gli aspetti normativi che per quanto riguarda gli aspetti organizzativi delle strutture ospedaliere e delle reti oncoematologiche.

Per questo motivo Motore Sanità con il contributo di Novartis ha dato vita alla Road Map CAR-T: una serie di convegni regionali con l’idea di creare un ponte comunicativo tra mondo sanitario, esponenti politici e stakeholder. Ciò al fine di mettere i diversi servizi sanitari regionali in condizione di assumere le migliori decisioni operative per attivare al più presto ed al meglio il “sistema” CAR-T.

Dopo la prime tappe che hanno coinvolto Veneto, Toscana, Lazio, Lombardia e Campania la Road Map a supporto dell’introduzione della terapia Car T in Italia, ha raggiunto la Sicilia.

La Road Map ha fatto tappa, non a caso, al Policlinico di Palermo, “Qui si realizza la sintesi fra ricerca, formazione e assistenza sanitaria – afferma il Rettore Fabrizio Micari – per questo non c’è dubbio il nostro policlinico possa essere un punto di riferimento assolutamente adeguato e quindi ottimo candidato per avviare anche in Sicilia il percorso innovativo legato alle Car-T”.

“In prospettiva le CAR-T – afferma Carlo Picco, direttore generale del Policlinico di Palermo – poterebbero costituire una forma di mobilità passiva per i cittadini Siciliani. Per questo auspichiamo che il tema venga monitorato e adeguatamente programmato, al fine di rendere omogenea l’introduzione di questa terapia a livello nazionale. La prospettiva di un centro erogante in Sicilia, costituirebbe anche un punto di forza per la rete formativa della specializzazione in Ematologia. Il Policlinico – prosegue il Direttore – è sede dell’Ematologia capo fila della Scuola di Specializzazione dell’Università di Palermo, una tra le più grandi reti di formazione specialistica in Italia, che comprende tutte le Ematologie del bacino occidentale della Sicilia. Quindi ritengo sia particolarmente adeguato per diventare centro regionale di riferimento per le CAR – T”.

 

“Le Car t sono una rivoluzionaria terapia cellulare approvata in Europa per il linfoma diffuso refrattario e nella leucemia acuta linfoblastica del giovane paziente – afferma il professore Giuseppe Milone, responsabile dell’Unità Operativa di Ematologia e del centro Trapianti Midollo Osseo del Policlinico di Catania – Il loro utilizzo apre nuove speranze per questo tipo di malattie ma si ritiene che in un prossimo futuro possano essere impiegate anche in altre patologie”.

 

Uno dei problemi principali legati alla CAR T è quello del costo della terapia, decisamente elevato. “Per superare questo ostacolo – osserva il professore Milone – è necessaria una maggiore attenzione nell’utilizzo della terapia. Il suo impiego deve essere guidato con fermezza assicurando una elevata qualità ed appropriatezza in tutte le fasi del trattamento. A tal fine – continua Milone – la somministrazione di CAR T dovrebbe essere condotta, similmente a quanto avviene in Nord America, nel rispetto delle regole JACIE già in vigore e quindi nei tre centri di trapianto emopoietici accreditati JACIE della nostra regione. Infine, per assicurare la sostenibilità finanziaria, è necessario realizzare in Sicilia almeno un laboratorio di manipolazione cellulare gestito secondo regole di “good manufactoring practice” (GMP) e fornito di apparecchiatura closed system per l’espansione cellulare. Ciò infatti – conclude l’esperto – ridurrebbe i costi globali delle procedure di laboratorio e allargherebbe la possibilità di accesso alla terapia”.

 

COS’E’ LA CAR-T E COME FUNZIONA

La CAR – T, acronimo della terapia con Chimeric Antigen Receptor T Cells, si sta imponendo come l’ultima frontiera dell’immunoterapia e in particolare delle terapie cellulari. Questa terapia consente di agire geneticamente su alcune cellule del sistema immunitario, i linfociti T, in modo da renderli in grado di riconoscere e attaccare le cellule tumorali, risparmiando quelle sane. I linfociti T filtrati dal sangue del paziente vengono messi in coltura in modo da averne in grande quantità. A questo punto avviene l’ingegnerizzazione di queste cellule, in modo che sviluppino recettori in grado di riconoscere le cellule tumorali.

In sostanza viene innestato nei linfociti una sequenza di Dna che attiverà la produzione di specifici recettori i quali danno nome alla terapia: recettori antigenici chimerici. Segue un periodo in cui, una volta somministrati i linfociti modificati, il paziente dovrà essere messo sotto osservazione, anche per prevenire eventuali effetti collaterali, possibili in tutti i farmaci e terapie. Oggi la Car-T viene utilizzata per il trattamento di due forme rare di linfoma non-Hodgkin, piuttosto aggressive e con possibili recidive

“La terapia con CAR T – conclude Sergio Siragusa – rappresenta la più avanzata forma di immunoterapia nelle neoplasie ematologiche e l’unico trattamento in pazienti giovani ed adulti affetti da leucemie o linfomi refrattari e recidivati. La terapia non è esente da rischi ed è necessaria la rigida selezione dei pazienti candidati e dei centri destinati al trattamento. La SIE ha già prodotto in tal senso un documento inviato ad AIFA. Ritengo necessario che la Sicilia possa offrire tale opportunità ai suoi pazienti. Dal punto di vista formativo, spero che la terapia con CAR T entri presto nel percorso della Scuola di Ematologia dell’Università di Palermo, la cui rete è tra le più estese d’Italia”.

 

GLI ASPETTI PEDIATRICI

“La cura – dichiara Ottavio Ziino , Responsabile Programma Trapianti della UOC di Oncoematologia Pediatrica dell’ARNAS Civico di Palermo – potrebbe essere utilizzata per prima sui pazienti pediatrici, ma ad oggi i centri che potrebbero erogarla sono solo due sul territorio nazionale, troppo pochi per garantire un accesso equo alle cure”.

Sono infatti circa 450 i bambini che ogni anno in Italia si ammalano di leucemia linfoblastica acuta. “Di questi più dell’80% raggiunge la guarigione con le cure convenzionali – ricorda Ziino – Purtroppo però circa il 10% si dimostra refrattario ai trattamenti di prima o seconda linea. Per questi pazienti sono stati raggiunti risultati decisamente incoraggianti attraverso approcci terapeutici sperimentali con le CAR T. Tuttavia – prosegue Ziino – questi trattamenti sono disponibili solo in 2 Centri di Oncoematologia Pediatrica in Italia (L’Ospedale Bambin Gesù di Roma e il San Raffaele di Milano). I limiti all’erogazione di questi trattamenti sono rappresentati dai requisiti richiesti ai centri erogatori e agli alti costi de i prodotti cellulari. È auspicabile che con la conclusione della fase sperimentale e l’ormai imminente commercializzazione dei prodotti cellulari, questi problemi possano essere superati al fine di garantire l’accessibilità e la sostenibilità di questi trattamenti consentendo di ampliare la rete dei centri erogatori e di ridurre la necessità di emigrazione sanitaria”.

I CENTRI EROGATORI IN SICILIA

Un altro aspetto molto importante che il sistema sanitario siciliano deve affrontare è quello di identificare i centri erogatori per queste terapie. “Le CAR-T rappresentano una terapia cellulare che necessita di una complessa organizzazione – spiega Francesco Di Raimondo, direttore dell’Unità Operativa di Oncoematologia e TMO del Policlinico Vittorio Emanuele di Catania – con il coinvolgimento di diverse figure professionali in grado di gestire le varie fasi dell’intero ciclo terapeutico. Queste figure comprendono non solo medici ematologi e personale infermieristico con esperienza nella gestione di pazienti sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali, ma anche personale di terapia intensiva e rianimazione che sia adeguatamente formato sulle modalità di gestione ed anche di prevenzione degli effetti collaterali più frequenti che sono la sindrome da rilascio di citochine e la neurotossicità. È ovvio – aggiunge Di Raimondo – che i centri identificati per la somministrazione delle CAR-T devono avere tutta una serie di requisiti strutturali non solo relativi alla degenza ma anche riguardanti un centro di raccolta aferetica e un attrezzato laboratorio di manipolazione cellulare che consenta la gestione in sicurezza di una terapia articolata come quella delle CAR-T”.

L’introduzione delle Car-T in Sicilia non è un semplice atto burocratico, ma è un percorso che la sanità siciliana deve intraprendere, un percorso in cui sarà necessaria una stretta collaborazione tra pubblico e privato. “La complessità del trattamento – dichiara Giovanni Cardinale, Direttore Programma di trapianti di Midollo presso l’Unità Operativa di Oncoematologia dell’ ARNAS-Civico – e l’obbligo ad ottemperare ai rigidi requisiti delle Good Manufacturing Practices (GMP) limiteranno il numero dei Centri abilitati. L’impatto economico di terapie sempre più efficaci ma dai costi elevati renderà sempre più attuale il concetto di “valore” delle cure e l’analisi di cost-effectiveness – conclude l’esperto – che non possono prescindere da una partnership pubblico-privato”.

Per un ulteriore approfondimento scarica qui la presentazione della terapia CAR-T realizzata dal Professore Sergio Siragusa- (documento in esclusiva per insanitas)

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