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“Il Trauma Maggiore”, a San Cataldo il primo congresso regionale sulla gestione del paziente politraumatizzato

12 aprile 2018

Registrati più di duecento partecipanti arrivati da ogni parte della Sicilia. Il convegno è organizzato dall'A.S.S.I.E.U. (Associazione Scientifica Siciliana Infermieri d’Emergenza Urgenza)

 

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Si sta svolgendo a San Cataldo il primo congresso regionale dal titolo “Il Trauma Maggiore” sulla gestione complessa del politraumatizzato, dal territorio all’intraospedaliero, con più di duecento partecipanti arrivati da ogni parte della Sicilia e relatori d’eccezione. Direttore del convengo l’infermiere Salvatore Macaluso, presidente il primario di Ortopedia dell’ospedale Sant’Elia Giuseppe Petrantoni. Il convegno è organizzato dall’A.S.S.I.E.U. (Associazione Scientifica Siciliana Infermieri d’Emergenza Urgenza).

“Il trauma maggiore – spiega Salvatore Macaluso – a livello mondiale è la terza causa di morte, e la prima per quanto riguarda le persone al di sotto dei 45 anni. Quindi tantissimi sanitari sono arrivati da tutta la Sicilia perché il convegno è interessante, perché vi sono relatori addirittura di livello internazionale, c’è il presidente nazionale del Sis 118 Mario Balzanelli, e il dottore Guido Villa uno dei maggiori esperti in maxi-emergenza a livello nazionale e altri primari di tutto l’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta che trattano l’area trauma, e quindi l’interesse è quello di capire come gestire questo trauma sulla strada, come gestirlo all’interno del Dea, all’interno delle aree di emergenza, della radiologia, e fino alle aree di stabilizzazione in sala operatoria e rianimazione. Quindi il nostro interesse è quello di informare i sanitari, di dare nozioni nuove su questo tema e cercare di trovare la soluzione per poter gestire al meglio il trauma in quella cosiddetta “Golden Hour” che è l’ora d’oro in cui il paziente, se viene trattato bene, ha buone possibilità di salvarsi”.

Fondamentale il ruolo dell’ortopedico così come sottolineato dal presidente del corso Giuseppe Petrantoni. “Nella gestione del trauma maggiore – ha sottolineato il primario di Ortopedia dell’ospedale Sant’Elia – il ruolo dell’ortopedico entra come consulente di quella che è la gestione che spetta a un “trauma leader” che coordina il gruppo. Quindi fa parte dell’equipe, ma nel dire che è componente non gli tolgo un ruolo che è di primaria importanza perché noi sappiamo che nel trauma maggiore la lesione che più ci preoccupa e più espone il paziente è la frattura di bacino che è di natura esclusivamente ortopedica, per cui il suo ruolo e l’inquadramento dal punto di vista diagnostico e terapeutico è fondamentale”.

Di notevole importanza anche l’attività svolta in questi casi dalla direzione del presidio ospedaliero. “Il commissario straordinario dell’Asp Maria Grazia Furnari – ha detto Raffaele Elia, direttore di presidio dell’ospedale Sant’Elia – che oggi rappresento mi ha dato mandato di comunicare che si sta lavorando affinché alla Regione parta il Trauma Center. Io come direttore mi pongo il problema non solo di andare ad allocare il trauma maggiore nei giusti ospedali ma poi chiaramente abbiamo anche la problematica relativa ai posti letto, per cui in questi casi gli ospedali piccoli devono collaborare con quelli grandi per prendersi anche questi malati dopo che hanno superato la fase acuta ed ecco perché entra in gioco la direzione medica di presidio per l’organizzazione di tutto il trauma center”.

Ruolo primario quello del 118 come sottolineato da un altro relatore, Giuseppe Misuraca primario del 118 di Caltanissetta, la cui centrale operativa gestisce anche i territori di Enna e Agrigento. “Naturalmente il trauma maggiore per il 118 rappresenta davvero una sfida – ha sottolineato Misuraca – nell’organizzazione che parte dalla centrale operativa e arriva al territorio. Un’organizzazione che parte da una gestione in centrale mirata con l’invio del mezzo adatto e una gestione poi sul posto con l’equipe di soccorso che inviamo sul posto, e che giunge tramite ambulanza o elicottero (visto che il trauma maggiore è un indice di attivazione dell’elisoccorso) per una corretta gestione sul posto dell’infortunato e poi una corretta ospedalizzazione, vale a dire una centralizzazione non verso l’ospedale più vicino ma verso quello più idoneo e in grado poi di dare le giuste cure al paziente politraumatizzato. Una corretta gestione a monte consente di salvare la vita al paziente e questo ce lo dice l’andamento trimodale delle morti per il trauma che avvengono in primis per l’impatto, dove noi non possiamo agire ma si può fare qualcosa soltanto con la prevenzione, ma in secondo luogo avviene nelle prime due ore dove il soccorso extraospedaliero diviene cruciale per la sopravvivenza del paziente”.

L’Assieu è un’associazione Onlus nata a Caltanissetta, fondata da Salvatore Macaluso e da altri nove infermieri con una vasta esperienza in aree d’emergenza. Lo scopo è quello di diventare fra qualche anno la “ casa” degli infermieri che operano nelle aree d’emergenza in tutta la regione siciliana ( 118, sale operatorie, terapie intensive, pronto soccorso, ed aree d’emergenza). Esiste da circa due anni e già può contare varie iniziative: due convegni sul tema “Il bambimo e l’emergenza” a San Cataldo e Mussomeli, vari incontri con le scuole medie e superiori, (Mazzarino, Riesi, San Cataldo, Caltanissetta, Canicattì) con un format costruito dal team Assieu dal titolo “A scuola imparando le manovre di primo soccorso”, tutto ciò in modo assolutamente gratuito, per sensibilizzare i ragazzi e i professori a sapere utilizzare con le proprie mani il defibrillatore in caso di arresto cardiocircolatorio.

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