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ASP e Ospedali

Ospedale "Giovanni Paolo II"

Il Tar “impone” l’istituzione della “Stroke Unit” a Ragusa. Razza: «Le sentenze si rispettano»

L'assessore regionale alla Salute, tuttavia, sottolinea che in quella provincia già è presente al "Guzzardi" di Vittoria

Tempo di lettura: 3 minuti

RAGUSA. Alcuni giorni dopo la sentenza del TAR di Catania che si è pronunciato sul caso Stroke Unit da istituire al “Giovanni Paolo II” di Ragusa, che solleva una questione complessa in materia di organizzazione e programmazione della rete sanitaria provinciale, l’Assessorato Regionale alla Salute rompe il silenzio.

Ruggero Razza, infatti, ha dichiarato: «La sentenza del TAR sarà oggetto di valutazione», aggiungendo che «non lega l’efficacia e l’effettività delle risposte in termini sanitari in territorio di Ragusa, perché non si chiede di inserire una struttura ospedaliera che la provincia non aveva», in riferimento alla Stroke Unit già presente al “Guzzardi” di Vittoria. «C’è una valutazione da questo punto di vista, ovviamente le sentenze si rispettano sempre», ha dichiarato ai microfoni di Video Mediterraneo.

In particolare la IV Sezione del TAR Catania ha dichiarato la nullità dei Decreti assessoriali n°9 dell’11 gennaio 2019  e il n. 159 del 3 marzo 2020, per la mancata istituzione della stroke unit nel reparto di Neurologia dell’ospedale di Ragusa.

Secondo il giudice amministrative etneo, in particolare, gli atti regionali impugnati violavano la sentenza definitiva dello stesso TAR Catania n.2048/2018. Da qui la condanna all’Assessorato alla Salute a istituire la stroke unit nell’ospedale ragusano entro 180 giorni dalla comunicazione della sentenza, provvedendo inoltre a nominare il Presidente della Regione quale Commissario ad acta nell’ipotesi di inerzia nella esecuzione della sentenza.

A Razza fa eco il direttore generale dell’ASP di Ragusa, Angelo Aliquò, che ha sottolineato come al momento la provincia di Ragusa sia dotata di una Stroke Unit d’eccellenza riconosciuta come Centro Oro per il terzo quadrimestre del 2020 nell’ambito del programma ESO-Angels Awards 2020. Perché si è riusciti a garantire un’assistenza e cura di primo livello: la trombolisi, estesa anche ai presidi di Ragusa e Modica dal luglio del 2020.

«Non importa dove sia la Stroke Unit, l’importante è garantire il servizio e continuare a salvare vite umane», ha detto Aliquò che in merito al “Giovanni Paolo II” ha ricordato il finanziamento regionale di quasi 40 milioni di euro destinati all’ampliamento della struttura ospedaliera, affinché possa accogliere nuovi reparti.

La sentenza del TAR di Catania è stata accolta con soddisfazione dal Comune di Ragusa. Come spiega l’avvocato Sergio Boncoraglio, che insieme al Professor Antonio Barone ha seguito il lungo e complesso contenzioso, “TAR di Catania in ottemperanza della sentenza n° 2048/2018 accoglieva il ricorso e declarava nulla il decreto dell’assessore Regionale della Salute dell’11.01.2019 che non prevede l’istituzione di una Stroke Unit al “Giovanni Paolo II”, una contraddizione in un certo senso visto che continuava a riconoscere all’Ospedale di Ragusa la qualità di DEA di I Livello, escludendolo al contempo dalla Rete per le emergenze delle malattie cerebro vascolari (Stroke)”. L’avvocato Boncoraglio evidenzia anche l’importanza della posizione strategica del “Giovanni Paolo II”, centrale rispetto ai comuni della provincia Iblea.

«Un elemento fondamentale se si considera che si tratta di una patologia tempo-dipendente, perché riducendo al minimo i tempi di diagnosi ed intervento si abbattono in maniera significativa sia la mortalità che la disabilità causate da questa grave patologia», ha commentato l’assessore alla Sanità del Comune di Ragusa, Luigi Rabito, direttore U.O.C. Rianimazione del “Giovanni Paolo II”. Rabito aggiunge: «Ciò rappresenta un significativo miglioramento del livello di assistenza offerto ai pazienti dal momento che il “Giovanni Paolo II” è già dotato di Pronto Soccorso, Emodinamica e Rianimazione».

«Una sentenza di straordinaria importanza per la nostra città e per il nostro territorio, che costituisce il coronamento di anni di iniziative giudiziarie, avviate dal mio predecessore e poi da me proseguite e rinnovate di fronte alle persistenti resistenze ed inerzie regionali», ha commentato il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì.

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