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ASP e Ospedali

L'appello

Il sindacato Cimo: «No alla chiusura del pronto soccorso pediatrico del Cervello»

Il segretario aziendale Giuseppe Bonsignore contesta l'eventuale chiusura temporanea della struttura.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. «Il Cervello è un Ospedale che strutturalmente mal si presta al compito cui è stato destinato di Covid Hospital, se non a discapito di tutte le altre patologie che venivano da sempre trattate in quella stessa sede e che adesso, in gran parte, vengono dirottate altrove, con estremo disagio per i pazienti ma anche per gli stessi operatori sanitari».

Lo premette Giuseppe Bonsignore (Segretario Aziendale CIMO a Villa Sofia-Cervello), aggiungendo: «Adesso si profila all’orizzonte il reiterarsi di un altro errore già fatto durante la prima fase emergenziale, la chiusura del Pronto Soccorso pediatrico di quell’Ospedale che si accingeva ad accogliere, come ogni anno, la prima ondata di patologie pediatriche stagionali non solo di buona parte della Città ma anche di una grossa fetta di Provincia e non solo che, se tale chiusura rispondesse al vero, finirebbero per intasare ulteriormente l’Ospedale Di Cristina che resterebbe l’unico Polo Pediatrico di emergenza dell’intera Città, con le ovvie ricadute e conseguenze del caso, a cominciare dal personale deputato a tale gestione che potrebbe risultare insufficiente».

Bonsignore aggiunge: «A breve, come ogni anno, cominceranno a ripresentarsi le patologie stagionali che in genere colpiscono i bambini di tutte le età a cominciare dal periodo autunnale per raggiungere l’acme nel periodo invernale e la chiusura del Pronto Soccorso pediatrico dell’Ospedale Cervello rappresenterà un problema enorme con i piccoli pazienti che difficilmente troveranno risposte adeguate ai loro bisogni di salute. Nello stesso Ospedale insiste una Unità Operativa di Pediatria che riceve di fatto i pazienti prevalentemente dal Pronto Soccorso pediatrico con uno spostamento quindi di pochi metri che diventerebbero chilometri nel caso in cui i pazienti arrivassero dal Di Cristina, con tanti saluti alle patologie a rapida evolutività e a quelle tempo dipendenti».

Inoltre, Bonsignore sottolinea: «E ancora, l’Ortopedia Pediatrica è stata nuovamente trasferita all’Ospedale Villa Sofia e anche in questo caso i disagi saranno notevoli in assenza di un Pronto Soccorso pediatrico operativo o eccessivamente distante. Lasciano perplessi le motivazioni ufficiali della prevista chiusura del P.S. pediatrico del Cervello, alla cui base ci sarebbe, non tanto la sua allocazione all’interno del Covid Hospital, ma la necessità di ristrutturare alcuni locali del Padiglione in cui insiste lo stesso Pronto Soccorso. Bene, allora forse questi lavori, di cui ufficialmente non c’è traccia, potrebbero essere differiti a un periodo più confacente rispetto all’attuale».

Secondo l’esponente del sindacato dei medici «sembra che le direttive assessoriali, d’intesa con la Direzione strategica dell’Azienda Villa Sofia- Cervello, abbiano previsto non soltanto la chiusura “temporanea” del Pronto Soccorso pediatrico, ma addirittura lo spostamento del personale medico non, come era da attendersi al Di Cristina, bensì all’Ospedale Giglio di Cefalù, in difficoltà per la gestione del punto nascita da tempo a corto di personale. Qualcuno pensa che i medici dell’Ospedale Cervello siano delle pedine da disporre sulla scacchiera dell’improvvisazione, o che siano dei pacchi postali da mandare a destra e a manca a proprio piacimento, ma non è così e come Organizzazione sindacale CIMO lotterà con ogni strumento a sua disposizione per arginare questi tentativi di trasformare dei medici in trottole impazzite».

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