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Era fissata per il 25 marzo

Il racconto di Andrea: “La mia laurea al tempo del Coronavirus”

Giornalista e corrispondente di Insanitas, Andrea racconta la sua esperienza: "Momenti convulsi per chi lavora nell'informazione, la laurea è passata in secondo piano".

Tempo di lettura: 2 minuti

Forse neanche la fantasia fervida di Stephen King, che con The Dome aveva analizzato l’isolamento di una comunità sotto una grande cupola, avrebbe potuto immaginare cosa sarebbe successo nel mondo nei primi mesi del 2020.
Stiamo fronteggiando il Coronavirus con misure straordinarie, i nostri medici e infermieri stanno compiendo sforzi disumani per garantire la salute di tutti noi, tutto il Paese è messo a dura prova. E c’è chi nel proprio piccolo, come il sottoscritto, aveva atteso questi giorni con ansia e gioia immaginandoli colmi di relax e di un meritato riposo che molto si distanzia dal forzoso isolamento accompagnato dall’hashtag #iorestoacasa.

Infatti il prossimo 25 marzo avrei dovuto conseguire la mia seconda laurea. Avevo già prenotato, in anticipo, i biglietti aerei per andare a Milano dove si sarebbe dovuta tenere la seduta e aveva già individuato un locale dove festeggiare con amici e parenti. Prima il focolaio di Codogno e poi il virus che ha cascata ha travolto i nostri progetti, le nostre piccole vittorie scaraventandoci in una quotidianità fatta di percentuali, di numeri di tamponi, di contagiati e di guariti. Chiaramente si tratta di una piccolezza, di un inutile di frammento di vita nel vortice di una emergenza nazionale senza precedenti.

Per chi lavora nell’informazione sono momenti altrettanto convulsi: occorre essere quanto più precisi possibile e non lanciare allarmismi ingiustificati ma raccontare la realtà con lo specifico compito di aiutare le istituzioni in questo difficile frangente. La laurea è passata in secondo, o terzo, piano. Non potrò partire, non saprò – e come me centinaia e centinaia di studenti siciliani – se e come si svolgerà la seduta, non abbiamo ancora comunicazioni ufficiali.
Così sono nati i classici gruppi Whatsapp, i gruppi Facebook, i canali Telegram degli studenti dove la confusione regna sovrana, tra immagini e messaggi vocali interminabili, in attesa di capire come si svolgerà la seduta di laurea al tempo del coronavirus. Sicuramente sarà in diretta streaming e di certo sarà, per tantissimi laureandi, un ricordo molto particolare. Così come speriamo tutti che il virus sia prestissimo un brutto ricordo da archiviare perché ha già condizionato abbastanza le nostre vite e messo a dura prova il nostro sistema sanitario.

 

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