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Il Policlinico Martino: «Quel paziente non ha Coronavirus, c’è stato errore nella cartella»

13 Aprile 2020

In un primo tempo si era temuto che fosse stato trasferito al Piemonte nonostante un contagio in corso.

 

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Il Policlinico ” Martino” di Messina, in merito alla notizia riguardante la dimissione di un paziente dal Covid Hospital e il suo trasferimento all’ospedale “Piemonte”, precisa quanto segue:

“A integrazione della ricostruzione contenuta nel documento, si conferma che il paziente dimesso è risultato negativo. Per massimo scrupolo, inoltre, nella nottata di venerdì- in occasione del nuovo ricovero al Policlinico- è stato sottoposto a un terzo tampone, che anche in questo caso ha dato esito negativo. C’è stato un errore nella cartella clinica che ha accompagnato il paziente e su tutto ciò abbiamo avviato accertamenti per capire come sia potuto accadere. Tuttavia, si precisa che questa, come tutte le altre dimissioni dal Covid Hospital, è stata effettuata dopo avere eseguito le verifiche del caso. Riconosciamo l’errore, ma trasformare un problema procedurale in un allarme generale non giova sicuramente al lavoro che il nostro personale sanitario sta compiendo con assoluta dedizione e attenzione, pur se costantemente sotto pressione”.

LA NOTA DELLA FP CGIL

«Apprendiamo dalla stampa che il “Gaetano Martino” ha inteso replicare alla nostra nota sul caso del paziente Covid ricoverato al Piemonte proveniente, appunto dal Policlinico. Innanzitutto- affermano il segretario della FP CGIL Francesco Fucile, il segretario provinciale Antonio Trino e il responsabile medici Guglielmo Catalito – manifestiamo apprezzamento per il doveroso chiarimento che l’Azienda ha inteso fare, con relativo mea culpa per quello che viene definito come un problema procedurale”.

Poi il sindacato aggiunge: “Sicuramente nel nostro intervento non vi è né un allarmismo infondato, stante la presenza di un referto positivo al momento del ricovero (dato incontrovertibile), né un voler screditare l’alacre impegno profuso dall’AOU e la seria professionalità messa in campo. Tuttavia, non possiamo non evidenziare che dalla nostra segnalazione si è compreso che un errore c’è stato e che il diffondersi di un focolaio dipende molto dall’evitare, appunto, che si verifichino errori: diciamo che così si è avuta la possibilità di fare un “audit” migliorativo del processo”.

Infine, la FP CGIL aggiunge: “Un’ultima precisazione ci sia concessa, ed è legata all’errore in cartella clinica, che così come viene scritto nel comunicato stampa non riusciamo a comprenderlo. Ma il paziente era negativo alla dimissione, ma aveva un referto positivo (referto errato?) tant’è che si è proceduti a farne un terzo, oppure si è negativizzato nel periodo intercorso fra il secondo tampone positivo e l’esecuzione del terzo?».

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