Il plauso della Lorenzin all’Ismett: «Una realtà di eccellenza, sia da traino a tutta la Sanità siciliana»

2 Maggio 2016

Il ministro della Salute stamattina era attesa a un convegno a Palermo ma a causa di un imprevisto è intervenuta via skype. Il direttore Angelo Luca: «Da quando siamo stati inseriti tra gli Irccs stiamo dando un contributo per far crescere il sistema di ricerca italiano». Nostra intervista video a Bruno Gridelli (componente del Cda Ismett).

di Roberto Chifari

PALERMO. «Ismett è un fattore di qualità e di eccellenza che funziona grazie ad una partnership pubblico- privato»: parola del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenuta in video conferenza al convegno «Irccs Ismett: sfide e opportunità per la cura e la ricerca delle insufficienze terminali d’organo» che si è svolto oggi presso l’Istituto Mediterraneo.

«Questo ospedale- ha aggiunto- ha tutti i parametri per avere un livello al di sopra della media nazionale. Serve adesso che sia in grado di fare da traino per la sanità regionale, deve diventare un motore, un acceleratore di eccellenza. Credo che il Sud possa avere strutture avanzate così da non esserci differenze con il Nord».

L’Ismett è stato inserito dall’autunno del 2014 nella lista degli Irccs (istituti di ricerca e cura a carattere scientifico), nella disciplina “Cura e ricerca delle insufficienze terminali d’organo”, può ospitare 78 pazienti e vanta 69 progetti di ricerca attivi.

Dal 1996 sono stati eseguiti oltre 1600 trapianti di fegato, rene, cuore, polmone, pancreas in adulti e bambini provenienti non solo dalla Sicilia ma anche da altre regioni Italiane e dall’estero.

«Spesso la Sicilia è additata per le sue mancanze ma abbiamo anche delle eccellenze– ha sottolineato il governatore Rosario Crocetta- Ismett, ad esempio, è un centro che attrae pazienti da tutta Italia ma anche da altre nazioni del mondo e grazie ai suoi progetti di ricerca, sviluppo e formazione è all’avanguardia nel settore ospedaliero»

Nel giro di pochi anni, il centro di via Tricomi ha creato 125 nuovi posti di lavoro, nel 60% dei casi si tratta di donne. Nell’88% dei casi si tratta di giovani che hanno studiato in Sicilia. L’età media degli assunti è di 32 anni.

«Siamo solo recentemente entrati a far parte dell’elenco Irccs- spiega Angelo Luca, direttore di Ismett– Al momento siamo l’Istituto di Ricerca più piccolo ma vogliamo dare il nostro contributo per far crescere il sistema di ricerca italiano. Speriamo che l’integrazione con la Fondazione Ri.MED e la nascita del Centro di Biotecnologie sia utile per consentire al nostro Istituto di poter competere con le strutture del Nord Italia».

Infine secondo l’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, «da Ismett deve partire un meccanismo virtuoso per elevare gli standard di eccellenza. Non deve essere una cattedrale nel deserto ma far parte della rete per migliorare la rete sanitaria siciliana. Non possiamo considerare la Sicilia sempre un problema ma riconoscere anche il lavoro svolto».

Nel video in alto a destra l’intervista di Insanitas a Bruno Gridelli, componente del Cda Ismett.

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