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Il disappunto dei precari: “Noi assunti per l’emergenza ma esclusi dal bonus Covid”

In una lettera gli operatori sanitari assunti presso l'Ospedale Sant'Elia di Caltanissetta per far fronte all'emergenza covid esprimono tutto il loro disappunto

Tempo di lettura: 2 minuti

“Noi operatori sanitari, assunti per far fronte all’emergenza covid 19, vogliamo esprimere tutto il nostro disappunto per la grave ingiustizia che abbiamo subito da parte dell’ARS, per averci escluso dal bonus di 1000 euro al mese erogabili fino alla conclusione dell’emergenza al fine di dare il giusto riconoscimento a chi, come noi, affronta tale emergenza in prima linea” a scriverlo sono gli operatori sanitari assunti presso l’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta proprio per far fronte all’emergenza coronavirus ma che, secondo quanto stabilito dalla Regione Siciliana, non avranno diritto a percepire il bonus di 1000 euro stanziato dalla regione proprio per medici, infermieri, operatori e tecnici sanitari impegnati contro il Covid19 (Leggi qui)

“Tutti noi infatti, siamo rimasti sbigottiti nel leggere con spiacevole sorpresa, la nostra esclusione come beneficiari del sopracitato bonus, in quanto reclutati mediante avvisi legati all’emergenza COVID 19 (come si evince al punto 8 della legge di stabilità 2020-2022 pubblicata ieri sulla Gurs).”

“Tutto questo, a noi sembra irreale ed assurdo! Si tratta di un grave atto di irriconoscenza al punto che a tutt’oggi, non siamo riusciti a darci una risposta. Siamo stati tutti gettati in prima linea ad assistere i pazienti affetti da questo grave virus, rischiando tutti i giorni di compromettere la nostra salute e quella dei nostri cari pur non possedendo ancora una grande esperienza. Eppure abbiamo compiuto il nostro dovere di infermieri, di ausiliari, di oss, di operatori sanitari e, soprattutto, di uomini fino in fondo restando al nostro posto nonostante la difficoltà assieme ai colleghi più anziani. A tal fine chiediamo che questa grave ingiustizia venga denunciata all’opinione pubblica poiché crediamo che le persone abbiano diritto di sapere con chi abbiamo a che fare”.

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