demansionamento infermieri

Il demansionamento degli infermieri? «Uno sfruttamento non degno di un paese civile»

19 Ottobre 2017

Lo sostiene Matteo Incaviglia, segretario regionale in Sicilia dell'Associazione avvocatura di diritto infermieristico, intervenendo sulla petizione di cui oggi ha dato notizia Insanitas.

 

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PALERMO. «Il demansionamento degli infermieri non è degno di un paese civile». Lo scrive Matteo Incaviglia (nella foto), segretario regionale in Sicilia dell’Associazione avvocatura di diritto infermieristico, intervenendo sulla petizione di cui oggi ha dato notizia Insanitas (leggi qui).

In una nota inviata ad Insanitas, dall’Aadi sottolineano: «Il demansinamento e/o dequalificazione  è la lesione più grave che possa essere perpetrata ai danni della personalità e moralità oltre che alla professionalità del lavoratore. Si pensi a quante mortificazioni è costretto a subire un ragazzo che dopo aver conseguito una laurea in infermieristica e magari dopo aver frequentato un paio di Master come molti di noi, si trova in un reparto, come avviene in quasi tutte le strutture sanitarie, a cambiare pannoloni, lenzuola, a distribuire il vitto, rispondere ai campanelli, tutte attività igienico- domestico. alberghiere».

Sottolinea Incaviglia: «La Cassazione Lavoro già nel 1985 sottolineò che “non competono all’infermiere ma al personale subalterno le mansioni igienico-domestico-alberghiere: riassettare il letto e cambiare la biancheria; smaltire le sacche di urina; sostituire i pannoloni, rispondere ai campanelli di richiesta domestica e alberghiera».

Dall’Aadi aggiungono: «Senza contare le recente sentenze dei Tribunale di Cagliari, Caltanissetta, Brindisi. Altre ne susseguiranno perché come Associazione abbiamo in corso diversi ricorsi che andranno a sentenza, speriamo nel 2018. Il demansionamento è uno sfruttamento non degno di un paese civile e viola perfino norme di rango costituzionale, come l’ Artt. 2 e 41».

Infine, Incaviglia afferma: «Voglio ringraziare l’assessore alla salute, Baldo Gucciardi, perché in occasione di un corso ECM, organizzato dall’Ipasvi di Trapani al quale fui invitato assieme al segretario AADI Provincia Palermo, Tonino Scalia, riconobbe la problematica e promise il suo impegno per risolvere questo vergognoso problema, che non può avere soluzione senza una congrua assunzione di Operatori Socio Sanitari. Ovviamente come Associazione aspettiamo ora i fatti».

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