Il confronto con le altre Regioni premia la Sicilia: pochi tamponi ma ottimi dati ospedalieri

16 Aprile 2020

In rapporto al numero di abitanti la Sicilia, insieme alla Calabria, è la Regione che ha registrato il minor numero di casi (0,05% della popolazione). Il dato potrebbe essere condizionato dai pochi tamponi ma i numeri sulle ospedalizzazioni sono incoraggianti

 

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Abbiamo voluto analizzare tutti i dati a disposizione, riguardanti l’emergenza epidemiologica scoppiata in Italia, da un punto di vista nazionale. Cioè mostrando i dati relativi a tutte le Regioni ed evidenziando successivamente la posizione della Sicilia all’interno di ogni classifica. Questo perché è importante mostrare come l’epidemia sia stata vissuta diversamente lungo tutto lo stivale dalle differenti popolazioni regionali. Proprio per questo motivo abbiamo utilizzato come base di calcolo il numero di abitanti di ogni Regione, in modo di avere delle percentuale di ogni categoria. Il dato così ridotto mostra qual è l’impatto di ogni categoria sulla singola regione e come questo è variato su tutto il territorio italiano. Ultima nota metodologica. Tutti i grafici a barre vengono visualizzati sempre allo stesso modo, disponendo le regioni dalla meno popolosa (Valle d’Aosta) a quella con più abitanti (Lombardia). Accanto a loro è sempre presente il dato relativo all’intera Italia. Invece all’interno del riquadro viene mostrata la posizione della Regione Sicilia all’interno della classifica creata dalle varie percentuali.

Iniziamo con la popolazione. Abbiamo utilizzato i dati ISTAT relativi al 2019 per avere il numero di abitanti di ogni Regione. In questa classifica la Sicilia è al quarto posto con quasi cinque milioni di abitanti subito dopo la Campania e prima del Veneto, che offre un ottimo termine di confronto per la Sicilia, visto il pressoché identico numero di abitanti.

popolazione

Il prossimo dato riguarda il numero di tamponi effettuati in ogni regione. La Sicilia si posiziona agli ultimi posti. Significa che la percentuale di tamponi effettuati rispetto alla popolazione residente è inferiore rispetto alla percentuale di test effettuati nelle altre regioni.

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Quest’ultimo dato per una migliore comprensione dovrebbe essere arricchito dalla conoscenza delle varie situazioni regionali. Questo perché si è deciso di effettuare i tamponi soltanto alle persone sospette o in presenza di sintomi. Alcune regioni come il Veneto e la Lombardia hanno provato ad intensificare i test coinvolgendo anche gli asintomatici. La situazione ideale sarebbe quella di eseguire un test a tutta la popolazione. Dopo aver effettuato i tamponi ogni regione si è ritrovata con un certo numero di casi. Si può dire che la popolazione siciliana sia la meno colpita (diciannovesimo posto) rispetto alla numerosità della popolazione residente. Emblematico di questo dato è la Valle d’Aosta che, nonostante sia la regione meno popolosa, in questa categoria svetta su tutte le altre con un 0,74%.

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E’ evidente che il dato sui casi è fortemente condizionato dal numero di tamponi effettuati, per cui la Sicilia, che si piazza solo al 18° posto su 20 regioni per la percentuale di tamponi effettuati sul totale degli abitanti ha, insieme alla Calabria, la percentuale di casi più bassa in Italia. A fare da contro altare al possibile dato dei “positivi sommersi”  ci sono però alcuni dati oggettivi, cioè il dato sull’Isolamento domiciliare ma soprattutto i dati sui ricoveri ordinari e sui posti letto occupati nei reparti di terapia intensiva. Di seguito i grafici relativi a queste voci mostrano per la Sicilia una situazione ampiamente rassicurante.

In questo ultimo grafico, tutti i valori sono rappresentati con numeri a tre cifre decimali. La stessa media nazionale si attesta allo 0,005% di ricoverati in terapia intensiva rispetto all’intera popolazione residente. Rimangono gli ultimi due grafici riguardanti l’esito delle ospedalizzazioni. Uno che mostra il numero di dimessi in quanto guariti. Il secondo i deceduti.

Su questi ultimi dati si dovrebbe aprire una riflessione più approfondita perché riguardano il modo con cui vengono trattati i pazienti infetti dal corona virus che necessitano di cure ospedaliere. Entrambe le classifiche vedono la Sicilia agli ultimi posti. Se nel caso dei deceduti è considerato un bene per quel che riguarda i guariti potrebbe essere un dato indice di un qualche tipo di ritardo nelle cure. Diciamo subito che il dato riguarda il rapporto percentuale rispetto alla popolazione e per questo potrebbe risultare fuorviante. Abbiamo allora accostato tra di loro le regioni italiane simili alla Sicilia o per numero di abitanti o per numero di ricoverati così da avere un quadro leggermente più dettagliato.

 

 

 

 

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