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ASP e Ospedali

Catania, parla Massimo Buscema

Il caso dell’operazione alla gamba sbagliata, l’Ordine dei medici: «Pronti ad azioni disciplinari»

Sulla vicenda della donna vittima di un presunto caso di malasanità all'ospedale Garibaldi di Catania interviene Massimo Buscema: «Se dovesse essere accertata la colpa dei due colleghi, li sospenderemo dall’attività professionale e potremmo pure costituirci parte civile».

Tempo di lettura: 2 minuti

CATANIA. «È stato un errore così palese che non c’è molto altro da aggiungere. Non appena la Procura della Repubblica ci consegnerà gli atti stabiliremo come agire».

Il professore Massimo Buscema (nella foto), presidente dell’Ordine dei Medici di Catania, commenta in questo modo lo “sbaglio”, se così possiamo definirlo, dei medici Domenico Borrello e Pietro Barbaro dell’ospedale Garibaldi accusati di avere operato alla gamba sbagliata una donna.

«Se dovesse essere accertata la colpa dei due colleghi, valuteremo quanto prima quale azione disciplinare intraprendere. Generalmente è la sospensione dall’attività professionale ma non escludiamo neanche di costituirci parte civile».

Qualora dovesse essere questa la scelta dell’Ordine, si andrebbe a sommare a quella fatta dal Codacons e da Prolegis che si sono già schierati durante la prima udienza davanti al Tribunale monocratico di Catania.

Il 12 ottobre ne sapremo di più, nel giorno in cui si tornerà in aula e i due medici dovranno rendere dichiarazione a loro discolpa attraverso i legali.

Sarà in quel momento, che a guardarli ci sarà Alessandra (nome di fantasia per tutelare la privacy della ragazza) con il suo difensore Dario Pastore. È a lei che Borrello e Barbaro avrebbero rovinato la vita, operandole la gamba sbagliata.

Nel 2013, infatti, la ragazza era entrata in sala operatoria per un intervento chirurgico al menisco e al legamento crociato dell’arto destro e, una volta sotto i ferri, le hanno operato il sinistro accorciandole il legamento di cinque centimetri.

Come hanno motivato la scelta chirurgica? Spiegando ad Alessandra che non appena sono entrati in sala operatoria, si sono resi conto al tatto che era più urgente operare la gamba sinistra.

E così sono andate in fumo settimane di accertamenti, radiografie e tac per ricostruire il quadro clinico della dell’arto inferiore destro ma soprattutto è svanito il sorriso di Alessandra che oggi, a 23 anni, non è più nelle condizioni di lavorare per la cooperativa di coltivazione di pomodori della quale faceva parte insieme con il marito a Pachino.

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