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Il bambino tra alimentazione e cultura, chiuso il convegno a Palermo: fondamentale la sinergia fra medici e genitori

12 Dicembre 2018

L’obesità nell’età infantile e la diffusione della cultura della prevenzione, attraverso l’adozione di corretti regimi alimentari, sono stati alcuni dei temi portanti del meeting “ABC, il Bambino tra Alimentazione e Cultura”,

di Maria Grazia Elfio

L’obesità nell’età infantile e la diffusione della cultura della prevenzione, attraverso l’adozione di corretti regimi alimentari, sono stati alcuni dei temi portanti del meeting “ABC, il Bambino tra Alimentazione e Cultura”, organizzato dall’Università degli Studi di Palermo, con il patrocinio della Società Italiana di Pediatria e della Società Italiana di Neonatologia, che si è concluso lo scorso 7 dicembre. L’evento, inserito nel programma di “Palermo Capitale della Cultura 2018”, si è tenuto presso l’Aula Magna della Scuola di Scienze Giuridiche. I lavori sono stati aperti dalla relazione del professor Giovanni Corsello, ordinario di Pediatria dell’Università degli Studi di Palermo, direttore del Dipartimento Materno-Infantile del Policlinico P. Giaccone e past president della Società Italiana di Pediatria, che rileva: “I dati epidemiologici riguardanti obesità e sovrappeso in età evolutiva sono preoccupanti: il 30 – 35% dei bambini in età scolare e degli adolescenti è in sovrappeso e, pertanto, in età adulta è maggiormente candidato a malattie croniche e cardiovascolari, con esiti possibili di disabilità permanenti”. “Accanto a ciò – continua – è sempre maggiore la quota dei bambini che soffrono di patologie conseguenti all’obesità, quali, ad esempio, ipertensione e diabete di tipo 2. Un bambino obeso su 20 ha la glicemia alta, che è condizione di pre-diabete; più del 30% di questi piccoli hanno trigliceridi e colesterolo elevati, con correlati rischi di sviluppare sindrome metabolica e comparsa di aterosclerosi; più del 30% ha grasso accumulato nel fegato; più del 10% di essi ha valori pressori superiori alla norma”. “Il controllo della crescita e dello sviluppo nelle prime età della vita è cruciale per il futuro evidenzia Corsello – pertanto è  necessario garantire un’alimentazione equilibrata nei vari nutrienti, anche attraverso un impegno sinergico di pediatri e genitori, a partire dai primi 1000 giorni di vita che sono determinanti per la salute futura”. “Le evidenze scientifiche – aggiunge – dimostrano, inoltre, la stretta connessione tra una corretta gestione dell’allattamento e la possibilità di prevenire lo sviluppo di patologie”. Da qui la centralità delle politiche istituzionali di promozione dell’allattamento al seno e di quelle inerenti lo   svezzamento con alimenti sicuri e a misura di bambino. Corsello sul punto sottolinea ancora: “ Il 30 – 50% dei bambini, ad appena 6 mesi di vita, viene già nutrito con latte vaccino: povero di ferro e zinco e nocivo, perché troppo carico di proteine. Bandire il sale e gli zuccheri aggiunti, inoltre, nei primi due anni di vita dei bimbi è un obiettivo fondamentale per prevenire sovrappeso e obesità”. “La prevenzione – afferma Corsello – è un lavoro di squadra, che non può essere individuale, ma richiede una strategica comune ed il coinvolgimento di coloro che operano nel contesto ambientale e sociale in cui il bambino cresce e si sviluppa. In tal senso, dal meeting emerge l’importanza di un messaggio culturale che sia condiviso e perorato, oltre che da pediatri, neonatologi e genitori, su ampia scala”. “L’auspicio della Società Italiana di Pediatria, che a livello ministeriale ha già contribuito insieme alla Società Italiana di Nutrizione Pediatrica, al tavolo tecnico dedicato alla Corretta alimentazione ed educazione nutrizionale nella prima infanzia, con la stesura di un documento dedicato, è quello di pervenire ad un piano di azione in grado di coinvolgere tutti gli stakeolders su questo fronte (scuole, famiglie, istituzioni). Esigenza che appare sempre più urgente visto l’imperversare di modelli, anche di marketing dei Paesi industrializzati, che spingono i bimbi ad essere attratti verso cibi non salutari e verso comportamenti e stili di vita erronei, come l’eccessiva sedentarietà, poiché l’attività fisica retrocede davanti a tv, pc etc., anche per una scarsa motivazione dei genitori, a volte distratti e/o  inconsapevoli”. Un altro dei temi trattati nel corso dell’evento è stato quello delle vaccinazioni. Alberto Villani presidente della Società Italiana di Pediatria e direttore della Pediatria Generale e Malattie Infettive all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, sul punto, sottolinea: “Noi come società scientifica dobbiamo fare educazione sanitaria, dalla scuola materna al liceo, e diffondere un’adeguata cultura in questa direzione. In Italia siamo al penultimo posto OCSE. L’importanza delle vaccinazioni va ribadita a tutela di tutti i soggetti, ma soprattutto di quei bambini che hanno dei genitori che non vogliono vaccinarli, affinché comprendano che le vaccinazioni sono necessarie e sicure”. Claudio Romano, professore Associato di Pediatria all’Università di Messina ed esperto di gastroenterologia pediatrica si è soffermato, invece, sui problemi che i bambini con malattie croniche, specialmente correlate con un ritardo dello sviluppo generale, possono presentare nell’alimentarsi con regolarità ed in maniera adeguata. “Infatti – afferma – essi spesso hanno difficoltà nella deglutizione dei solidi e dei liquidi, tendono ad avere rigurgiti o vomito, o fanno fatica a completare i pasti. I sintomi del Reflusso Gastroesofago e della disfagia sono costituiti dalla tosse, mentre si alimentano, dalla produzione di muco, dalla difficoltà a masticare e dallo scarso coordinamento nella deglutizione. Un approccio multispecialistico tardivo a questo tipo di problematiche determina un importante ritardo di crescita e costituisce un rischio per complicanze di tipo respiratorio o polmonare”. “Anche nel neonato o nelle prime settimane di vita – conclude l’esperto – possono essere presenti queste difficoltà ad alimentarsi, per cui una diagnosi precoce ed una dimissione protetta con l’avvio di un adeguato programma di riabilitazione può consentire un recupero veloce di tutte le funzioni motorie che sono correlate con l’alimentazione e con la deglutizione”.

Tra i setting scientifici della due giorni, di particolare rilievo, anche le relazioni di: Stefano Guandalini (Professore di Pediatria all’Università di Chicago) sulla malattia celiaca e di Giuseppe Maggiore (Università di Ferrara) sul tema dell’Alimentazione del bambino con epatopatie.

All’evento, tra gli altri, erano presenti il Rettore Fabrizio Micari, l’Assessore alle Politiche Giovanili, Scuola e Salute del Comune di Palermo Giovanna Marano, i Presidenti della Scuola di Scienze Giuridiche Enrico Camilleri e della Scuola di Medicina Francesco Vitale, il Presidente della Società Italiana di Neonatologia Fabio Mosca.

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