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Ictus e sclerosi multipla, a Siracusa esperti a confronto sulle terapie del futuro

16 Febbraio 2020

Il 21 e 22 febbraio si terrà il congresso organizzato da Michele Vecchio, presidente regionale della SIN.

 

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Si terrà a Siracusa il 21 e 22 febbraio il congresso organizzato dal presidente regionale della Società Italiana di Neurologia, Michele Vecchio, dal titolo “Neurologia 4.0. Il futuro non può attendere”.

La sclerosi Multipla, le malattie neurodegenerative, l’epilessia, la cefalea, l’ictus, le malattie rare, saranno temi che porteranno ad un confronto con relazioni frontali affidate a relatori esperti, comunicazioni orali e poster, espressione della produzione scientifica siciliana di tutte le esperienze universitarie, ospedaliere e territoriali.

Dottore Vecchio, cosa significa il titolo dell’evento?

«Abbiamo voluto esemplificare e dare un messaggio di una dimensione della Neurologia siciliana che dovrà riprendere il ruolo che le compete, soprattutto in una proiezione futura. E questo è obbligatorio in quanto la disciplina della Neurologia è, tra le varie branche della medicina, quella più soggetta e oggetto di ricerca scientifica. Negli ultimi anni si sono sperimentate sempre nuove terapie determinando nuove prospettive per milioni di persone. La seconda causa di morte è l’ictus, ed è la prima causa di disabilità e la terza di demenza. L’ictus cerebrale è la frontiera che finalmente i neurologi hanno attraversato, acquisendo procedure farmacologiche e interventistiche che consentono di contenere la mortalità e soprattutto la disabilità. C’è poi la Sclerosi Multipla, che si giova di trattamenti innovativi che consentono di disegnare dei progetti di cura che, in realtà, sono progetti di vita per i giovani pazienti che ne soffrono. Quanto alla demenza, all’Ictus e sclerosi multipla, a Siracusa esperti a confronto sulle terapie del futuro, in un tempo ragionevolmente breve (5 o 10 anni) avremo risposte importanti».

Quali saranno i temi del congresso?

«Ictus, demenza, Sclerosi Multipla, cefalea, epilessia, malattie neurodegenerative, territorio, riabilitazione. Nello specifico mi preme sottolineare che in ottemperanza alle indicazioni della Società Italiana di Neurologia, che nel 2020 ha indicato come progetto formativo e divulgativo le nuove terapie per la demenza e la cefalea, nel nostro congresso affronteremo con esperti internazionali questi temi. In Italia sono 6 milioni i pazienti affetti da emicrania e hanno in questo momento aspettative di cura importanti. Compito del neurologo è selezionare i casi e rendere disponibile per il Sistema Sanitario la terapia specifica».

Perché la scelta di fare il congresso a Siracusa?

«Riteniamo che non sia tollerabile che nella provincia di Siracusa, nel presidio ospedaliero, non sia presente una Unità Operativa Complessa di Neurologia. Non ci interessano le motivazioni del passato, ci interessa invece determinare la presenza indispensabile dell’Unità Operativa Complessa in un ospedale moderno come deve essere quello di Siracusa, con un’ottica multidisciplinare degli interventi. Questo concetto è stato condiviso dalla direzione strategica dell’Asp di Siracusa, nella persona del suo direttore generale Salvatore Ficarra. Ho molto apprezzato i positivo riscontro che l’assessore alla Salute Ruggero Razza ha manifestato per questo tipo di progetto. E infine intendo ringraziare il comune di Siracusa e il sindaco Francesco Italia che ci ospita a Palazzo Vermexio».

Dunque una neurologia proiettata al futuro. E per il presente quali sono i progetti?

«Il progetto dei neurologi siciliani è quello di dare a tutti i cittadini risposte di salute adeguate alle problematiche cliniche dei pazienti. Nel settembre 2019 è stata realizzata la rete dello stroke in Sicilia, con modello Hub e Spoke, resa operativa da Decreti Assessoriali per i quali attendiamo che le aziende sanitarie siciliane nella determinazione delle nuove piante organiche, in ragione della nuova rete ospedaliera, ottemperino a quanto formulato. I decreti assessoriali non sono facoltativi ma determinano scelte sequenziali da parte delle aziende».

Cosa auspica?

«È necessaria un’azione condivisa tra istituzioni regionali, aziende sanitarie, comunità scientifiche, comunità dei pazienti, cittadini, affinché sia realmente realizzato ciò che è in progetto. L’ottimismo della volontà che ci contraddistingue è sempre accompagnato da un pessimismo della ragione, anche per ragioni che nascono da una diretta conoscenza, in cui le direzioni aziendali non sembrano procedere in modo sequenziale ai progetti dell’Assessorato con logiche che nel 2020 e per il futuro, dove noi ci proiettiamo, non sono accettabili. Confidiamo molto nella svolta che l’assessore Razza ha voluto e vuole dare alle dinamiche di crescita della sanità in Sicilia. Lo abbiamo apprezzato, ci confronteremo con lui e segnaleremo le deviazioni negative sul raggiungimento degli obiettivi prefissati».

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