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Dal palazzo

L'appello

I sindaci di sette Comuni: «L’ospedale di Partinico non sia riservato solo al Coronavirus»

Sollecitato il mantenimento del pronto soccorso e del reparto di Cardiologia.

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PALERMO. Dopo le critiche sollevate dal sindacato Cimo, ora contro la decisione di dedicare esclusivamente al Coronavirus l’ospedale di Partinico si esprimono anche sette sindaci del distretto sanitario.

I primi cittadini di Trappeto, Giardinello, Balestrate, Montelepre, Borgetto, San Giuseppe Jato e Camporeale, infatti, con una nota rivolta ai vertici dell’Asp di Palermo, a Musumeci, Razza e Orlando sollecitano «il riesame della disposizione con cui si destina l’ospedale di Partinico a accogliere degenti positivi da Coronavirus».

Nel documento i sindaci premettono di non essere contrari al potenziamento dell’ospedale di Partinico con l’aggiunta di reparti di Terapia intensiva per fronteggiare l’emergenza pandemica, tuttavia chiedono l’adozione di misure che assicurino il mantenimento delle Unità dello stesso ospedale «come il Pronto soccorso e il reparto di Cardiologia, con contestuale rafforzamento dei Presidi territoriali di emergenza comunali, tenuto conto della vastità del territorio servito».

I sottoscrittori dell’appello scrivono: «A Partinico si trova l’unico ospedale del territorio occidentale della città metropolitana di Palermo. La chiusura sopratutto del pronto soccorso e della cardiologia determinerebbe drammatiche conseguenze sanitarie per la popolazione locale territoriale».

Da qui l’ipotesi di soluzioni alternative: «Sarebbe opportuno riattivare per l’emergenza Coronavirus gli ospedali dismessi negli anni passati per ridurre la spesa sanitaria, usufruire dei locali della Casa Santa di Partinico e di alcune strutture in disuso ma in ottimo stato come l’ospedale Santo Spirito di Carini».

Infine, i sette sindaci sottolineano che «il mancato accoglimento di questa richiesta metterebbe ulteriormente a repentaglio la salute di circa 100 mila persone».

 

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