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ASP e Ospedali

La querelle

I precari fanno ricorso: Asp di Palermo, a rischio “stop” i concorsi per 377 posti

Sono 238 i contrattisti che si sono rivolti al Tar chiedendo l'annullamento delle delibere aziendali. Il direttore generale: «È paradossale, l'auspicio è che prevalga il buon senso a sostegno degli interessi di tutti». La replica della Fials.

Tempo di lettura: 3 minuti

L’Asp di Palermo comunica che, «nonostante l’acclarata richiesta di riflessione», sono pervenute da parte di 238 lavoratori contrattisti, due diversi ricorsi al TAR contro l’Azienda e l’Assessorato regionale della salute per l’annullamento, tra l’altro, delle delibere di mobilità e concorso per complessivi 377 posti (in prevalenza Dirigenti medici e comparto sanitario), oltre alla delibera del ‘Piano triennale del fabbisogno del personale 2019/2020’ (n. 430 del 4 aprile 2019).

«Purtroppo- afferma il Direttore generale dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni– è accaduto quanto temuto e cioè che, pur di garantire la continuità lavorativa nell’attuale posizione funzionale dei lavoratori contrattisti, si arrivi a tentare di bloccare tutte le procedure concorsuali che l’Azienda ha messo in moto per avviare il rinnovamento dell’intera organizzazione. È paradossale che si attacchino, in particolare, le procedure di reclutamento per Collaboratori amministrativo, Collaboratore tecnico e Dirigenti amministrativi con la motivazione che ‘tali posti risultano sottratti al fabbisogno del ruolo amministrativo ex delibera 198/2018’».

«Ricordiamo- prosegue il Direttore generale dell’Asp- che tale delibera fu assunta, in regime di assoluta provvisorietà risultante anche dai verbali sottoscritti dalle Organizzazione Sindacali per evitare il licenziamento dei lavoratori precari in scadenza di contratto. Si manifesta grande dispiacere per il tentativo posto in essere che, comunque, non fermerà il proprio impegno e senso di responsabilità sociale e morale, sia nei confronti delle nuove necessità organizzative aziendali, sia nei confronti di lavoratori da anni cristallizzati in una posizione che, proprio per l’azione posta in essere dagli stessi, determinerebbe l’ulteriore mantenimento nelle condizioni di lavoratori precari. Mi auguro- conclude Daniela Faraoni- che prevalga il buon senso a sostegno degli interessi di tutti».

LA VERSIONE DELLA FIALS

Con un comunicato stampa, la segreteria della Fials di Palermo, guidata da Enzo Munafò e Giuseppe Forte, chiede “un riscontro all’azienda” invitando la manager “a farsi promotrice presso l’assessorato per convocare un incontro con i sindacati e avviare subito le stabilizzazioni in base alla Madia, con la possibilità di spalmarli in quattro aziende ma rispettando l’inquadramento di coadiutore amministrativo. La Fials chiede quindi che l’assessorato recepisca la legge regionale a tutti gli effetti”.

Il sindacato sottolinea che 150  precari dell’Asp  hanno presentato richiesta al Tar di impugnare il piano triennale del fabbisogno «modificato a dicembre dall’azienda con il quale di fatto si cancellano 550 posti in pianta organica ad oggi ricoperti da questi lavoratori. In un altro ricorso invece i dipendenti chiedono di modificare un pronunciamento dell’Asp nel quale si diceva in sostanza che questi lavoratori non hanno diritto all’assunzione perché appartenenti a un bacino assistenziale».

«Col venir meno dei posti in pianta organica- spiega l’avvocato Francesco Russo Bavisotto– viene meno il requisito della Madia per la stabilizzazione che è quello della sussistenza dei posti in organico. È singolare che all’indomani della legge regionale che ha recepito le previsioni della normativa nazionale sull’applicabilità della Madia, norma che fugava ogni perplessità anche tra quelle dell’Asp, l’azienda abbia deciso di far venir meno il numero e l’esistenza stessa di questi posti, eliminando di fatto la previsione fondamentale della stabilizzazione in un posto utile. Col nuovo piano l’Asp dice quindi che questi 648 contrattisti non sono utili per l’azienda. Eppure basta consultare qualunque dipendente delle unità operative per avere la certezza che la funzione di questi contrattisti è essenziale per la quantità e qualità del lavoro effettuato».

 

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