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I medici ospedalieri in Italia? Turni di lavoro massacranti e alto rischio di errori sui pazienti…

23 Aprile 2016

Il dato emerge da un'indagine condotta dall'Anaao Assomed: in alcuni casi effettuano ben 200 visite a notte e quasi la metà presta servizio oltre le 48 ore settimanali previste dalla legge. Una situazione stressante e potenzialmente dannosa per la qualità dell'assistenza sanitaria, con i Pronto soccorso «più vicini a gironi infernali che a luoghi civili di accoglienza».

 

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C’è persino chi arriva a visitare ben 200 pazienti nell’arco di una sola notte. Turni massacranti, stressanti per loro (i medici) e a rischio pure per i pazienti, ai quali dovrebbe invece essere garantita la migliore assistenza sanitaria possibile.

Un quadro allarmante, a tratteggiarlo è l’indagine dell’Anaao Assomed su oltre mille medici italiani, di cui poco più della metà (56 per cento) del Nord Italia, il 21,8% in Centro Italia, il 13,8% nel Sud e il restante 8,4% nelle isole, Sicilia compresa.

Le specialità più rappresentate nella ricerca sono state Anestesia e Rianimazione (13,5%), Chirurgia Generale (9,2), Medicina Interna (8,1), Cardiologia (7,2%) e Medicina d’Accettazione e d’Urgenza (5.9%). La maggior parte degli intervistati (97,5%) esercita nelle strutture pubbliche, solo il 2% nel privato convenzionato e lo 0.5% nel privato.

La media dei turni dei medici è di circa 50 pazienti da visitare, e arrivano pure a lavorare di notte ben otto volte al mese. Un terzo di loro ha dichiarato di essere in servizio dopo il tramonto almeno 4-5 volte mensili.

Non è un caso, quindi, che l’associazione dei medici lanci l’allarme: «Avere in affidamento oltre 100 pazienti per turno di guardia, con punte superiori ai 200- sottolinea l’Anaao- mette a repentaglio la qualità dell’assistenza».

Sotto accusa da parte dei camici bianchi «il blocco del turnover e il taglio dei posti letto», oltre alla «scarsa considerazione delle strutture aziendali per la gestione del rischio clinico».

Inoltre secondo l’Anaao «i Pronto soccorso in mancanza di posti letto per il ricovero si sono trasformati in luoghi di stazionamento indegni ed insicuri, più vicini a gironi infernali che a luoghi civili di accoglienza».

Quasi la metà dei medici ha dichiarato di superare il limite delle 48 ore lavorative settimanali previsto dalla legge, e che spesso lo si fa senza alcuna remunerazione.

Numeri preoccupanti anche quelli relativi ai posti letto, con tassi di occupazione molto elevati. E cosa dire poi delle dimissioni dei pazienti? Spesso e volentieri sono «affrettate».

L’epilogo del documento dell’Anaao Assomed è da rabbrividire: «Alla fine la salute si ritroverà diritto esigibile dai cittadini solo in base alla residenza e al censo. Ci aspetta il buio di una sanità povera per i poveri ed una ricca di risorse e professionalità per i ricchi».

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