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Studi medici ambulatori

Conferenza stampa all'Ordine di Palermo

I medici lanciano l’allarme: «Con le nuove regole sulle prescrizioni è a rischio la salute di tutti»

Conferenza stampa all'Ordine di Palermo contro il decreto sull'Appropriatezza: «Numerosi esami che prima erano gratis ora saranno a pagamento, come molte prestazioni odontoiatriche, tac ed alcuni tra quelli di sangue». Il presidente Toti Amato: «L'assessore Gucciardi chieda subito il ritiro di questa norma». Polemici anche il Tribunale dei diritti del Malato e il Collegio degli infermieri.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. «È a rischio la salute di tutti». Parola dell’Ordine dei medici di Palermo, che contesta duramente il recente decreto nazionale (cosiddetto “Appropriatezza”) e le restrizioni che ha introdotto sul campo delle prescrizioni mediche.

«Molti esami che prima erano gratis ora saranno a pagamento», denunciano Toti Amato e Giovanni Merlino (rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Ordine), aggiungendo: «Diventano a pagamento, ad esempio, molte prestazioni odontoiatriche, tac, alcuni di sangue».

Da qui l’appello, lanciato nel corso di una conferenza stampa nella sede dell’Ordine (nella foto): «Si ritiri subito il decreto e lo chieda anche l’assessore Baldo Gucciardi alla conferenza Stato- Regioni».

Ecco alcuni esempi fatti dall’Ordine dei medici relativamente a ciò che ora i pazienti dovranno pagare:

a) Le prestazioni odontoiatriche (come estrazioni, ricostruzioni e carie, tranne che nella fascia 0-14 anni o in condizioni di vulnerabilità sociale o sanitaria).

b) Tac colonna vertebrale (tranne i casi di patologia traumatica acuta o di complicanza post- chirurgiche, sono quindi a pagamento nella lombalgia o lombosciatalgia).

c) Colesterolo, trigliceridi, colesterolo HDL e LDL (tranne i casi di screening dopo i 40 anni o i casi di malattie metaboliche o cardiovascolari).

d) Test allergologici (salvo prescrizione specialistica).

Secondo Toti Amato «con questo decreto si metterà seriamente a rischio il rapporto di fiducia tra medici e paziente. Noi medici di base non possiamo più fare il nostro mestiere in scienza e coscienza. La calcolatrice sembra essere diventato l’unico parametro per la tutela della salute pubblica. I cittadini non conoscono questa riforma, che ci mette con le spalle al muro e ci lascia anche in mano il cerino acceso: siamo noi, infatti, a dover dire ai pazienti che questo o quell’esame non è più prescrivibile».

Ha aggiunto Pippo Greco (segretario regionale del Tribunale dei diritti del malato): «Faremo sentire forte la nostra voce. Il decreto appropriatezza non ha davvero nulla di appropriato. Pensa solo a fare altri tagli, senza concentrarsi sugli sprechi.  Il ministro Lorenzin aveva promesso che ogni risparmio sugli sprechi della spesa sanitaria sarebbe stato reinvestito su investimenti. Invece assistiamo solo a tagli su tagli, che stanno segnando un divieto di accesso alle cure, specialmente per le fasce meno abbienti».

Critico anche Francesco Gargano (presidente del Collegio degli infermieri di Palermo): «Appare chiaro che al centro di questo decreto non c’è il paziente ma altri interessi. Anche quando si tolgono posto letto agli infermieri negli ospedali è chiaro che il ragionamento posto in essere non è altro che economico, considerato che è dimostrato come il diminuire del numero di infermieri in reparto fa aumentare il tasso di mortalità dei degenti».

Via libera anche a un Osservatorio al quale i pazienti possono rivolgersi per avere chiarimenti: chi lo volesse può scrivere  a [email protected]

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