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Case di cura

La Buona Sanità

Humanitas, tre interventi chirurgici in contemporanea su una paziente

Il caso complesso in ragione della contemporanea presenza di più patologie è stato eseguito per le parti senologica, tiroidea e ginecologica.

Tempo di lettura: 2 minuti

CATANIA. È stato eseguito in Humanitas Istituto Clinico Catanese un intervento impegnativo di mastectomia bilaterale e ricostruzione immediata del seno- Skin reducing- su una paziente di 39 anni. Il caso è stato particolarmente complesso in ragione della contemporanea presenza di più patologie.

Alla giovane donna era stato infatti diagnosticato un carcinoma della mammella destra localmente avanzato con metastasi linfonodali ascellari, per il quale era stata data indicazione alla chemioterapia neoadiuvante, ovvero attuata prima dell’intervento chirurgico.

Gli esami clinici effettuati hanno però evidenziato una linfoadenopatia laterocervicale destra sospetta, per cui è stato necessario un approfondimento diagnostico sulla tiroide che ha evidenziato un carcinoma papillifero del lobo destro della tiroide con metastasi linfonodali.

Data l’elevata familiarità per carcinoma della mammella, la paziente è stata sottoposta a consulenza genetica che ha evidenziato la positività al gene BRCA2. Motivo per il quale si è proceduto con mastectomia sinistra ed annessiectomia bilaterale a scopo profilattico.

L’intervento è stato eseguito, per le parti senologica e tiroidea dal dott. Francesco Caruso (Capo Dipartimento Oncologico e Direttore Clinico Breast Centre) insieme al dott. Gaetano Castiglione (Coordinatore clinico Breast Centre), alle dott. sse Mariagloria Marino, Alessandra Tudisco e al chirurgo plastico dott. Dario Virzì; per la parte ginecologica dal dott. Fabio Ciancio (Resp. le dell’U.O. di Ginecologia) e dal dott. Giulio Insalaco.

In seguito alla chemioterapia attuata pre-intervento, si è venuto a creare un importante stato di cardiotossicità. L’incontro multidisciplinare in ragione della presenza di più patologie oncologiche, ha coinvolto oltre all’equipe chirurgica anche i cardiologi, gli anestesisti e l’endocrinologo allo scopo di definire il rischio operatorio e la tipologia di intervento da eseguire.

La collaborazione multidisciplinare, che ha avuto inizio con la definizione del trattamento chemioterapico, ha consentito di eseguire l’intervento in un’unica seduta operatoria coinvolgendo diverse equipe che hanno collaborato e si sono avvicendate nel condurre la procedura nei tempi richiesti sia dal punto di vista oncologico sia in relazione alle criticità cardiologiche della paziente. La donna, dopo una breve degenza durante la quale ha mostrato un ottimo decorso post operatorio, è stata dimessa pochi giorni dopo l’operazione.

«La proficua collaborazione multidisciplinare ha permesso di compiere in un unico tempo operatorio ed un’unica soluzione anestesiologica, ben tre interventi; ciò ha determinato un significativo beneficio per la paziente, già compromessa dal punto di vista cardiologico»  ha affermato il dott. Francesco Caruso.

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