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ASP e Ospedali

Il caso sollevato da Insanitas

Hospice di Enna, Iudica: «Non ci rinunciamo, siamo alla ricerca di una sede alternativa»

Il direttore generale dell'Asp sottolinea: «Abbiamo dato priorità in quei locali a due realtà altrettanto importanti come Utin ed Emodinamica»

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Che fine ha fatto l’Hospice di Enna, per le cure palliative dedicate ai malati terminali? Negli scorsi giorni ci eravamo posti questa domanda a seguito di alcune segnalazioni e oggi arriva la risposta chiarificatrice del direttore generale dell’Asp, Francesco Iudica (nella foto), che di seguito riportiamo.

«Purtroppo nella vita bisogna fare delle scelte non sempre indolore e bisogna farle seguendo dei criteri di priorità- premette il Dg Iudica- La chiusura dell’Hospice non è stato un capriccio tanto meno la manifestazione di scarso interesse sociale da parte dell’Asp che dirigo ma una necessità per realizzare due realtà altrettanto importanti. Per la comunità ennese ci siamo prefissati di raggiungere due obiettivi essenziali: l’ampliamento dell’Utin, la terapia intensiva neonatale, che dà centralità al nostro territorio, risultando punto di riferimento anche per altre province e negli spazi oggi in uso all’Utin si realizzerà l’Emodinamica».

«Purtroppo nell’immediato non abbiamo soluzioni alternative, i parametri costruttivi cambiano anche con il cambiare delle norme- aggiunge Iudica- L’ospedale Umberto I non era concepito per ospitare l’Emodinamica e quest’ultima (il progetto che l’Assessorato Regionale della Salute ha inserito, nel corso del 2021, nell’elenco di interventi approvati a valere sulle risorse del PO FSR Sicilia, per un importo complessivo di € 2.450.000 ndr), ha bisogno di spazi che non si possono ricavare al di fuori della struttura ospedaliera».

«Ciò, sia chiaro, non significa che abbiamo rinunciato alla possibilità di avere l’Hospice a Enna. Qualche settimana fa avevo fatto un sopralluogo in Oncologia e Anatomia patologica, reparti confinanti, ma purtroppo non possiamo ricavare da lì gli spazi necessari. Il reparto per le cure palliative rivolte ai malati terminali deve essere una struttura non distante ma distinta da tutto il resto. Io- conclude il manager- non ci rinuncio, spero di trovare presto una soluzione alternativa e dunque non si tratta della soppressione di un reparto ma di una sospensione temporanea».

E noi ci fidiamo delle parole del Direttore Iudica, sensibile all’argomento, e restiamo in attesa che presto l’Hospice trovi una nuova casa, l’Emodinamica veda la luce a Enna, dopo molti anni di lotte e l’Utin abbia spazi più comodi per ospitare i bimbi che arriveranno al mondo.

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