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Guardie mediche di Catania, contro le aggressioni arrivano nuovi sistemi di allarme e videocitofoni

6 gennaio 2018

Nei mesi scorsi a Trecastagni una dottoressa era stata vittima di violenza sessuale.

 

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CATANIA. Videocitofoni e sistemi di allarme sonoro. Ecco come l’Asp di Catania sta potenziando la sicurezza nelle proprie Guardie Mediche, troppo spesso in Sicilia territorio di frontiera in cui gli operatori sanitari sono a rischio aggressioni e violenze.

Nei mesi scorsi il caso di cronaca più eclatante è andato in scena proprio in un presidio di emergenza etneo, per la precisione la Guardia Medica di Trecastagni dove a settembre una dottoressa è stata vittima di violenza sessuale.

Da qui la decisione dell’Azienda sanitaria provinciale guidata dal direttore generale Giuseppe Giammanco (nella foto): potenziare gli esistenti sistemi di videosorveglianza.

Una delibera del 4 gennaio 2018 (clicca qui) dà il via libera a un affidamento diretto (previsto dalla normativa) per la fornitura e posa in opera di 48 videocitofoni nelle guardie mediche e di 58 sistemi di allarme sonoro nelle sedi di Continuità assistenziale.

Ad occuparsene sarà la “Sistemia Srl”, già ditta aggiudicataria della precedente gara per la realizzazione dei sistemi di videosorveglianza nelle guardie mediche catanesi. Il costo totale (iva compresa) sarà di 47 mila e 336 euro.

 

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