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Gli altri eroi della Sanità, chi sono i TSRM e PSTRP?

19 Giugno 2020

Intervista al presidente dell'Ordine di Palermo Gandolfo Marco Macaluso

 

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Nel corso di questi mesi, contraddistinti dall’emergenza Coronavirus, anche il grande pubblico ha avuto modo di sentir parlare più spesso di quelle professioni sanitarie che spesso, in passato, sono state oscurate dal cono d’ombra esercitato dalle professioni più conosciute, medici ed infermieri in particolare. Eppure, da diversi mesi ormai, nelle case di tutti gli italiani sono arrivate le immagini dei tecnici di laboratorio biomedico a lavoro per esaminare i tamponi, le immagini del tecnici sanitari di radiologia medica a lavoro nei reparti di radiologia, ed ancora assistenti sanitari, fisioterapisti, Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro. Oggi proviamo a conoscere meglio questa realtà, rappresentata dall’Ordine dei TSRM e PSTRP, intervistando il presidente dell’Ordine di Palermo Gandolfo Marco Macaluso 

 

Gandolfo Marco Macaluso

Presidente, partiamo dal nome, non semplicissimo del vostro ordine professionale, cosa vuol dire TSRM e PSTRP?

Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Già dal nome, così lungo, si può comprendere l’eterogeneità dei profili professionali racchiusi nel nostro Ordine.

Quando nasce e perché?

L’ordine nasce a seguito della legge 3 del 2018 per andare incontro all’esigenza di ordinare 17 delle 19 professioni previste nel nuovo maxi Ordine, multi Albo. Ciò per garantire un sistema adeguato di cure al paziente che, attraverso l’obbligatorietà dell’iscrizione, è in grado di verificare se si trova davanti ad un professionista abilitato e quindi autorizzato. Infatti gli unici professionisti che prima della riforma erano organizzati in collegi professionali erano i tecnici sanitari di radiologia medica, che dal 1965 avevano un proprio collegio, e gli assistenti sanitari che erano raccolti in un albo all’interno del collegio Ipasvi (ora Ordine Professionale degli Infermieri). Per tutti gli altri di fatto non esisteva un obbligo di iscrizione professionale, alcuni profili tuttavia negli anni si sono organizzati in associazioni maggiormente rappresentative (A.M.R.) riconosciute dal ministero.

Quando è stato eletto l’attuale consiglio direttivo, di cui lei è presidente, si era ancora nella fase precedente, quella in cui esisteva il Collegio professionale dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica. Quali sono state le principali difficoltà legate alla fase di riorganizzazione nella quale vi siete ritrovati?

L’elezione è stata nel dicembre del 2018. Il nostro mandato dura 4 anni, il Consiglio Direttivo al momento è costituito solo da TSRM poiché alla data delle elezioni ultime scorse non era stato ancora emanato il decreto attuativo relativo alla legge 3 del 2018, che poi è stato emanato nell’estate 2019. Personalmente presiedo il consiglio direttivo dal 15 gennaio di quest’anno, a seguito di un avvicendamento con il past president dottore Michele Lanzetta, adesso vice presidente dell’ordine. E’ importante sottolineare che con la riforma è cambiato anche il profilo giuridico, prima eravamo solo un collegio, quindi ente ausiliario dello stato, ora in quanto ordine professionale rappresentiamo un ente non economico sussidiario dello Stato. Quindi maggiori poteri ma anche maggiori responsabilità.

Di recente ci sono state, per la prima volta dopo la riforma, le elezioni d’albo. Come sono state organizzate e gestite per quanto riguarda l’Ordine di Palermo?

Siamo passati da 530 iscritti agli attuali 3000 in poco più di un anno. Un’operazione epocale di censimento che non ha precedenti e che rappresenta un enorme passo avanti per la certezza delle cure da parte degli utenti. Per questo voglio particolarmente ringraziare il segretario Giuseppe Dinolfo che ha curato la complicata fase amministrativa ed il tesoriere Marco Daricello che si è trovato a gestire questa delicata fase di transizione. Siamo soddisfatti perché abbiamo dato la possibilità a migliaia di professionisti di scegliere i propri rappresentanti. L’ottima affluenza ci ripaga dei tanti sacrifici fatti. Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli altri componenti del consiglio direttivo: Vincenzo Calabria, Emilio Rizzo, Pietro Fricano e Giuseppe Romano. Un sincero ringraziamento va anche alle AMR che sono state indispensabili nel corso del complesso iter amministrativo che ha portato a completamento questa fase di grande cambiamento, ed alle Commissioni d’Albo. Anche per andare incontro a questi numeri così importanti abbiamo provveduto a spostare la sede dell’ordine in un contesto più idoneo. La nuova sede si trova in via Ugo La Malfa 30 e, fra gli innumerevoli vantaggi che ha rispetto alla sistemazione precedente, consentirà la piena autonomia operativa alle 19 Commissioni d’Albo.

Parliamo un po’ di numeri, quanti sono in tutto, in Sicilia, i professionisti iscritti negli ordini provinciali?

Al momento ci sono circa 12.000 iscritti, anche se le stime prodotto nei mesi precedenti parlavano di un bacino minimo di 15 mila persone.

Ed a Palermo? Quanti sono attualmente gli iscritti e quanti, secondo le vostre stime, dovrebbero essere?

Il nostro ordine al momento ha 3.000 iscritti ma non abbiamo ancora terminato. Abbiamo in itinere la questione relativa ai circa 200 professionisti che devono completare l’iter per l’iscrizione agli elenchi speciali ad esaurimento. Definire al meglio ed al più presto questa fase è per questo consiglio direttivo una priorità assoluta.

 

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