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Coronavirus

Giovanni Mazzola: «Fiducia sui vaccini, l’RNA virale non può integrarsi nel genoma umano»

Il primario del reparto di malattie infettive dell'Ospedale Sant'Elia di Caltanissetta spiega perché possiamo fidarci dei vaccini pfizer e moderna.

Tempo di lettura: 5 minuti

CALTANISSETTA. Il primario del reparto di malattie infettive dell’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, Giovanni Mazzola (nella foto) interviene sul tema dei vaccini anti covid. Nei giorni scorsi il direttore dell’u.o.c nissena ha preso parte anche una tavola rotonda dal titolo “Il Piano Vaccinale Covid-19 tra benefici e incertezze” a cui hanno preso parte tra gli altri il Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria presso il Ministero della Salute prof Giovanni Rezza, il Presidente Nazionale della SIMIT  (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali) Marcello Tavio oltre a Parlamentari Nazionali, Giornalisti e Clinici Infettivologi italiani di primissimo piano. Insanitas lo ha intervistato.

Cosa possiamo dire sul piano vaccini esitato dal ministero della Salute?

«Il progetto vaccinale italiano COVID-19 pianifica una gigantesca campagna informativa, di comunicazione e di operatività sul territorio mai avviata in precedenza in Italia. La pandemia da Sars-Cov 2 si è rivelata un evento eccezionale e tutt’ora imprevedibile per le temibili ulteriori ricadute sulla salute dei popoli e sulla tenuta dei sistemi sanitari ed economici. I benefici attesi da una vaccinazione di massa sono quindi di assoluta evidenza per cui l’efficienza organizzativa, la capacità di trasmettere messaggi scientifici con correttezza comunicativa e l’efficacia delle azioni conseguenti sono la vera grande sfida di questo piano vaccinale che l’Italia non può perdere».

Quali sono le speranze e le incertezze relativamente alla vaccinazione di massa  per covid 19?

«La speranza è che la stragande maggioranza della popolazione possa aderire al programma di vaccinazione in modo da raggiungere l’immunità di gregge e arrivare ad eradicare il virus dal nostro territorio. L’incertezza è dovuta proprio allo scetticismo di molti che si registra in tutti gli strati culturali della società e purtroppo devo dire anche tra alcuni medici».

Perché c’è questo scetticismo?

«A parte i No Vax di sempre, esiste una certa riluttanza di alcuni per lo sviluppo “troppo” rapido di questi vaccini e per il ridotto periodo di sperimentazione dovuto all’emergenza sanitaria mondiale. Inoltre serpeggia un certo timore per quei vaccini in cui è avvenuta la manipolazione genetica dell’RNA virale».

Può spiegare meglio questa ultima affermazione?

«Semplificando i concetti : Il vaccino Pfizer e Moderna utilizzano frammenti di mRNA di Sars-Cov 2 che vengono incapsulati in nanoparticelle lipidiche e, se somministrati nell’uomo, sono in grado di codificare esclusivamente la glicoproteina spike del virus. Questa proteina richiama la comparsa massiccia di anticorpi neutralizzanti che ci proteggeranno dalla malattia Covid 19. La Fake è che questo RNA virale possa integrarsi nel genoma umano, cosa del tutto priva di fondamento poichè i frammenti di Sars-Cov 2  non possono entrare all’interno delle nostre cellule. I vaccini di Astrazeneca e il CanSino cinese invece hanno una struttura più tradizionale e utilizzano un altro virus inattivato (esempio Adenovirus)  come vettore dell’RNA di Sars-Cov 2».

Quindi questi vaccini sono efficaci e sicuri?

«I vaccini attualmente approvati dalle agenzie regolatorie USA ed Europee sono stati somministrati a circa 150.000 persone e hanno dato prova di elevata adeguatezza protettiva con pochi e per lo più lievi effetti  collaterali. Ovviamente i dati su eventuali eventi avversi e sull’efficacia a lungo termine non saranno a breve disponibili».

Lei si sottoporrà alla vaccinazione fin da ora o preferisce attendere altri dati?

«Io mi vaccinerò immediatamente e senza alcuna esitazione con il primo vaccino disponibile che sarà quello di Pfizer perché ho letto i Trial registrativi assolutamente convincenti e poi mi fido molto delle agenzie regolatorie americane ed europee».

Quali categorie di persone verranno vaccinate per prima?

«Per prima verranno vaccinati gli operatori sanitari e gli ospiti delle lungo degenze con più di 80 anni poichè più esposti al virus, successivamente le persone a rischio con più di 60 anni, persone con comorbidita’ e insegnanti; successivamente lavoratori dei servizi essenziali fino a coprire, nell’arco dell’anno, tutta la popolazione».

Ci saranno problemi organizzativi per lo stoccaggio, la distribuzione e la somministrazione del vaccino?

«Per i vaccini di Pfizer e Moderna verrà applicato il modello Freeze e cioè sarà necessario mantenere la catena del freddo estremo ( almeno a -70 °C ) per cui dalla centrale unica, sita in Belgio, le Aziende faranno pervenire i vaccini direttamente su 277 punti distribuiti negli ospedali del territoro nazionale; nei luoghi individuati i vaccini saranno conservati in appositi ultracongelatori . Gli altri vaccini più tradizionali saranno distribuiti con il modello Cold dalle forze armate a partire dal centro HUB dell’aeroporto di pratica di mare a Roma e non avranno bisogno di ultracongelatori».

La Sicilia e la provincia di Caltanissetta sono pronte per questa grande sfida?

«Contrariamente alla  bassa considerazione che noi stessi Siciliani abbiamo della sanità del sud, per quello che ho saputo la Sicilia è molto avanti per quanto riguarda tutti gli steps organizzativi compresa l’attivazione imminente di ambulatori attrezzati e con personale qualificato per la somministrazione di vaccini . Per quanto concerne la provincia di Caltanissetta ho avuto dalla direzione sanitaria l’informazione che stanno per arrivare alcuni ultracongelatori dal Lussemburgo tramite un acquisto da parte della ASP e verranno collocati all’interno dell’Ospedale Sant’Elia; inoltre tutte le fasi organizzative, cosi come previsto dalla tempistica del Piano Ministeriale, sono perfettamente “on time”».

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