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Giovanni Albano: «Anche al Giglio di Cefalù c’è l’Unità di riabilitazione»

29 Settembre 2016

Il presidente del CdA della Fondazione Giglio di Cefalù scrive al nostro direttore. Pubblichiamo integralmente la lettera e la risposta.

 

di

Gentile Direttore,

ho letto con attenzione l’articolo di cui all’oggetto e mi auguro che quanto riportato, nell’interesse della sanità siciliana, possa avverarsi. Purtroppo però, come la mia esperienza dice, si realizzerà ben poco, vedasi Villa delle Ginestre, Vanico ed altri esempi.

A Cefalù c’è una realtà che non si vuole vedere ma che, senza alcun effetto speciale assiste dal 2005 migliaia di pazienti siciliani. È la Riabilitazione della Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù. Dispone di 64 posti letto ed offre prestazioni di elevata competenza a pazienti con disabilità respiratoria, cardiologica, neurologica ed ortopedica. È presente anche l’Unità di Risveglio, istituita dalla Regione Siciliana, dove pervengono pazienti da tutta la Sicilia in quanto affetti da coma cerebrale. A mia conoscenza è tra le pochissime strutture in grado di assistere pazienti che necessitano di ventilazione artificiale.

Il successo della Riabilitazione della Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù è oggettivo; lo documentano i pazienti. È conseguente ad una organizzazione multidiscliplinare e all’uso di nuove tecnologie. Il team è costituito da fisiatri, neurologi, pneumologi, geriatri, internisti, fisioterapisti, logopedisti, neuropsicologi, neurofisiologi. La palestra dispone di tecnologie robotiche per la riabilitazione del cammino e dell’arto superiore, nonché tecniche di neuromodulazione cerebrale.

La Riabilitazione della Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù svolge attività di ricerca in campo riabilitativo; dal suo insediamento ad oggi ha pubblicato oltre trenta articoli su riviste scientifiche internazionali di elevato impatto (Pubmed/G.Galardi).

Gentile Direttore, Lei, nel Suo articolo, non ha citato questa realtà; lo ha fatto in buona fede ma, se permette, senza conoscerci.

Lei non ha danneggiato il personale della Riabilitazione, poichè lo stesso con le competenze acquisite è in grado di fornire la sua sapiente opera in giro per la Sicilia ed anche oltre. È la gente siciliana che rischia di perdere un punto di riferimento. È la sanità siciliana che rischia di perdere una struttura che ha maturato in loco competenze e cultura riabilitativa. Si rischia di far morire un albero ben radicato.

Gentile Direttore la Riabilitazione della Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù e la Fondazione stessa hanno già subito diversi tentativi di ridimensionamento.

L’occasione è gradita per porgere i miei migliori saluti

                                                                                                                                                                             Giovanni Albano

 

Gentile Presidente,

la ringrazio per le precisazioni inviate in merito alla Riabilitazione dell’Ospedale Giglio e alla collegata unità di Risveglio.

La lettera da lei invita sarà per noi lo spunto per tornare a parlare dell’importanza che  l’ospedale di Cefalù riveste nel panorama dell’offerta sanitaria regionale.

Trattando quotidianamente di sanità ci capita spesso di dover affrontare argomenti spinosi, spesso scomodi ma, più frequentemente di quanto non si possa credere, ci capita di raccontare esperienze estremamente positive che, al di là delle evidenti criticità, danno il segno di una lunga ma costante evoluzione del sistema sanitario regionale.

Saremo lieti quindi di approfondire insieme a Lei le buone pratiche messe in atto dal “Giglio” e le prospettive, ci auguriamo positive, che si pongono davanti alla Fondazione da Lei presieduta.

Ci preme a questo punto specificare solo che l’articolo a cui si fa riferimento era incentrato su una vicenda specifica: la convenzione (ancora in corso d’opera) fra IRCCS Bonino Pulejo e Asp di Palermo. In seno ad esso, ed in risposta ad una nostra domanda, si è soltanto fatto cenno ad altre strutture specialistiche, ovvero quelle che si occupano esclusivamente di neuroscienze. L’offerta sanitaria del “Giglio” è ben più ampia.

Ci sfugge quindi quale danno il nostro giornale possa aver arrecato alla “gente siciliana”, come se da un nostro articolo, che riguarda una vicenda specifica ed estranea alla Fondazione, possa derivare una qualche decisione sull’ospedale di Cefalù.

Lungi da qualsiasi intento polemico la ringrazio nuovamente per la segnalazione.

                                                                                                                                                                     Michele Ferraro

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