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“Giornata mondiale della Tubercolosi 2019”, il convegno annuale si terrà a Palermo

20 Marzo 2019

Appuntamento a Palazzo dei Normanni il 22 e il 23 marzo: sarà presentata l’attività della sede siciliana di “Stop TB Italia” e l’impegno profuso nella Regione per la prevenzione della malattia.

 

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PALERMO. Il convegno annuale legato al TB Day 2019 – ovvero alla giornata Mondiale della Tubercolosi, che ricorre il 24 marzo, stessa data in cui nel 1882 Robert Koch annunciò al mondo la scoperta del bacillo della TB- si terrà per la prima volta a Palermo, presso Palazzo dei Normanni.

L’appuntamento, in calendario per il venerdì 22 e sabato 23 marzo, offrirà l’occasione per tracciare lo stato dell’arte sulla malattia ed il bilancio delle attività della sede regionale siciliana di “Stop TB Italia”, network che include oltre 400 organizzazioni internazionali, Paesi e associazioni pubbliche e private coordinate dall’OMS che a partire dal 2001 ha lanciato un piano globale per fermare la Tubercolosi che, ancora oggi, rappresenta una delle emergenze sanitarie più drammatiche del nostro pianeta.

«L’obiettivo primario del convegno – afferma Tullio Prestileo (nella foto), medico infettivologo, componente del board scientifico del TB Day 2019 organizzatore del Convegno, e responsabile dell’UO di Medicina delle Migrazioni dell’Arnas Civico di Palermo- è fare il punto sulla situazione locale, nazionale ed internazionale su cura e prevenzione della malattia».

L’evento sarà preceduto il 21 marzo da una giornata di conoscenza e sensibilizzazione sulla TBC specificatamente indirizzata alle giovani generazioni, che si terrà al liceo scientifico Benedetto Croce, a margine della quale verranno presentati i risultati di una ricerca effettuata presso i licei palermitani allo scopo di valutare la percezione della popolazione più giovane nei confronti di quella che una volta veniva definita “il mal sottile.

«La Tubercolosi- spiega l’esperto- è una malattia erroneamente considerata scomparsa. In realtà è ancora presente e richiede uno sforzo globale per riuscire a ridurre la sua incidenza. Nonostante i passi avanti compiuti dalla ricerca scientifica, ogni anno, nel mondo, si registrano oltre un milione e mezzo di decessi e più di 9 milioni di nuovi casi. Ecco perché nasce l’alleanza globale di Stop TB Italia che quest’anno ha deciso di coinvolgere, per la prima volta, Palermo».

«La tubercolosi- evidenzia Prestileo- è una malattia contagiosa che si trasmette per via aerea. Il Mycobacterium tuberculosis, agente responsabile della malattia, può essere trasmesso da un individuo malato e contagioso, attraverso la saliva, i colpi di tosse e gli starnuti. Per trasmettere l’infezione bastano pochissimi bacilli anche se non necessariamente tutte le persone contagiate da questo batterio si ammalano. Il sistema immunitario, infatti, può far fronte all’infezione ed il batterio può rimanere quiescente per anni (infezione latente), per poi sviluppare la malattia nel corso di alterazioni immunitarie che possono presentarsi nel corso della vita. Si stima che, solo il 10% delle persone infettate dal batterio sviluppi la malattia nel corso della sua vita, ma un individuo malato, se non sottoposto a cure adeguate, può contagiare, nell’arco di un anno, una media di 10-15 persone».

L’attuale situazione epidemiologica italiana è caratterizzata da una lenta e costante riduzione dell’incidenza (meno di 20 casi/100.000 abitanti) che pone l’Italia tra i Paesi con un buon controllo dell’infezione.

«Tuttavia, debellare la TBC- rileva Prestileo- è una meta ancora lontana. Questo è dovuto al fatto che la sua diffusione è profondamente correlata a fattori sanitari e, soprattutto, a precarie condizioni socio-economiche per le quali sono richieste specifiche strategie di politica sanitaria ed un approccio sistemico in grado di migliorare i determinanti di salute del singolo e della collettività».

Ecco perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera la tubercolosi una malattia direttamente correlata alla povertà che agisce indebolendo le difese immunitarie e provocando l’attivazione delle forme latenti non contagiose in forme attive e contagiose con grave danno per la salute del paziente e rischio di contagio nella popolazione.

L’Italia ha ben saputo fronteggiare le sfide correlate alla globalizzazione ed ai flussi migratori attraverso efficaci sistemi di sorveglianza, diagnosi precoce e terapia dimostrando che attente politiche socio-sanitarie annullano rischi potenziali di contagio e diffusione rappresentati dalla presenza di persone provenienti da Paesi a più elevata incidenza di malattia.

«Un altro problema non ancora risolto- conclude Prestileo- nel mondo occidentale è legato alla diffusione della malattia nella popolazione ristretta che, ad oggi, presenta un rischio di tubercolosi assai più elevato rispetto alla popolazione generale. Bisogna evidenziare ed affrontare il tema della Tb resistente ai farmaci che sembra diffondersi soprattutto in alcune regioni del nord est europeo, ma che è presente anche nei Paesi UE. Secondo i dati del rapporto E-CDC/OMS “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2018”, pubblicato a marzo 2018, in Italia nel 2016 la percentuale di casi di tubercolosi multiresistente è stata pari al 2,6%».

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