Bruno Cacopardo

Giornata mondiale contro l’Aids, “flash mob” all’ospedale Garibaldi

30 Novembre 2019

Si terrà domenica primo dicembre alle ore 11. L'iniziativa è del gruppo infettivologico catanese della U.O.C. diretta dal prof. Bruno Cacopardo, insieme alla Lega Italiana Lotta all’AIDS, con il patrocinio della Direzione Generale e Strategica dell’Arnas etnea.

 

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CATANIA. Il gruppo infettivologico catanese della U.O.C. diretta dal prof. Bruno Cacopardo (nella foto), insieme alla Lega Italiana Lotta all’AIDS, con il patrocinio della Direzione Generale e Strategica dell’ARNAS Garibaldi di Catania, tradizionalmente sensibile a queste delicate tematiche socio-sanitarie, ha organizzato un Flashmob nell’atrio della Torre Centrale del Presidio Ospedaliero Garibaldi Nesima.

L’iniziativa si terrà domenica primo dicembre alle 11 in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS, a riconferma dell’impegno operoso che caratterizza da sempre tale realtà infettivologica siciliana.

In tale occasione, un gruppo di coristi, intratterrà dipendenti, pazienti e utenti con la canzone dei Queen “Somebody to Love”, coinvolgendo tutti i presenti in un breve, ma incisivo messaggio musicale di amore, inclusione e solidarietà.

“Attualmente – afferma Cacopardo – la terapia antiretrovirale consente di raggiungere la non rilevabilità della viremia nella stragrande maggioranza dei soggetti infettati dal virus HIV-1. Tale condizione si associa alla non trasmissibilità del virus mediante le tradizionali modalità di contagio, consentendo nella buona sostanza una vita di relazione persistentemente normale. Ciò contribuisce ad eliminare quello stigma che ha pesantemente inciso sul vissuto dei pazienti sieropositivi, in tutt’uno con la minacciosa letalità della malattia”.

In Sicilia, secondo l’Osservatorio Epidemiologico dell’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana (DASOE), al 2017 sono stati registrati 278 casi di nuove infezioni da HIV, contro i 187 casi notificati nel 2012. In particolare, al 2017 la trasmissione con rapporti eterosessuali costituisce il 91% dei casi fra le donne italiane e il 97% fra quelle straniere.

Nel caso degli uomini c’è una notevole differenza: fra gli italiani la modalità principale è quella legata ai rapporti omosessuali (68%) ed i rapporti eterosessuali sono responsabili del 27% dei casi, mentre fra gli stranieri i rapporti eterosessuali costituiscono il 68% dei casi e il 19% delle trasmissioni è legato ai rapporti omosessuali.

Il 67,5% di tutti i casi Siciliani relativi al periodo 2009-2017 sono stati diagnosticati negli ospedali delle province di Palermo e Catania, seguiti da Siracusa, Messina, Trapani, Ragusa e Caltanissetta.

Non va, dunque, abbassata la guardia sul piano della prevenzione, sottovalutato oggi a fronte della cronicità con cui ormai si percepisce tale malattia. Occorre intensificare l’attenzione verso le fasce più a rischio e rilevare la quota sommersa di pazienti serio-positivi per combattere l’incidenza di nuove infezioni.

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