Giornata mondiale contro l’Aids, a Messina iniziativa di prevenzione in piazza

1 Dicembre 2018

L'iniziativa della UOC di Malattie Infettive del Policlinico, CRI e SISM Messina. Il pubblico potrà accedere ai Test anonimi e gratuiti e a tutte le informazioni utili sulla malattia grazie a medici ed operatori.

 

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Messina. In occasione del 30° anniversario della giornata mondiale dell’AIDS a Piazza Cairoli Università – UOC di Malattie Infettive del Policlinico Universitario – CRI e Associazioni studentesche insieme per la prevenzione. Il pubblico potrà accedere ai Test anonimi e gratuiti e a tutte le informazioni utili sulla malattia grazie a medici ed operatori.

La città dello Stretto in occasione di questa trentesima edizione della giornata mondiale dedicata all’AIDS, nella mattinata odierna, fino alle ore 13, ospiterà a piazza Cairoli l’importante iniziativa di prevenzione sull’HIV, logisticamente supportata dalla Croce Rossa Italiana e resa possibile grazie alla sensibilità del personale medico ed agli operatori dell’UOC di Malattie Infettive e del laboratorio di virologia HIV dell’Azienda Universitaria Policlinico G. Martino di Messina, che insieme agli studenti di Medicina saranno a disposizione del pubblico per offrire informazioni utili e corrette sulla malattia e sui fattori di rischio, e per l’esecuzione dei test rapidi salivari ed ematici. Questi ultimi potranno essere effettuati in modo assolutamente anonimo e gratuito.

Dall’inizio dell’epidemia, oltre 70 milioni di persone hanno contratto l’infezione e circa 35 milioni sono morte. Nel 2017, 1,8 milioni di persone si sono contagiate a livello mondiale. Oggi 37 mln di persone convivono con l’Hiv. Ma in 15 mln sono senza terapie antiretrovirali. Le evidenze scientifiche suffragate da ECDS di Atlanta dimostrano come le persone in trattamento stabile non siano più contagiose, ma il punto è che esiste a tutt’oggi una grossa fetta di sommerso: coloro che ignorano di aver contratto il virus, perciò lo sforzo della comunità scientifica è volto ad indirizzare la prevenzione soprattutto verso le fasce di popolazione più a rischio. La promozione di interventi adeguati sull’HIV/AIDS come tutte le malattie che colpiscono fortemente l’opinione pubblica, fa i conti con una partecipazione emotiva fluttuante. Sul punto si è transitati da un picco di attenzione massima in un’epoca di emergenza del contagio ad un calo di essa da quando il virus HIV è transitato nell’alveo delle cronicità. “Un alto livello di assistenza – spiega Giuseppe Nunnari, ordinario dell’Ateneo di Messina e direttore UOC di Malattie Infettive dell’AOU Policlinico G. Martino – garantisce l’aderenza alle terapie, premessa indispensabile per mantenere queste persone in una condizione di non contagiosità”. “La Terapy as Prevention – continua –  è una strategia fondamentale.  

Avere in Italia 100mila persone in trattamento ART, il 95% delle quali con carica virale soppressa, vuol dire aver ridotto in maniera sostanziale il virus circolante, ma va affrontato il problema del sommerso. Su 100mila casi di persone infette in tutta Italia, ce ne sono, infatti, almeno 20-30mila che ignorano di aver contratto il virus HIV”. “Accanto a ciò – conclude – contrastare la diffusione dell’HIV oggi significa considerare che, rispetto al passato, se le terapie anti-HIV, a due o a tre farmaci, consentono di bloccare la moltiplicazione del virus e riducono quasi del tutto la possibilità di trasmettere l’infezione, garantendo a questa popolazione di riuscire ad invecchiare, il raggiungimento di questo importante traguardo da parte della ricerca scientifica, dall’altro lato, impone contestualmente, ulteriori sforzi finalizzati oltre che, alla selezione ottimale dei farmaci antiretrovirali, ad interventi per migliorare la gestione delle comorbilità legate all’avanzare dell’età media dei pazienti, e dunque la gestione dei co-medicamenti”. Ignoranza e stigma contro le persone che vivono con HIV/AIDS sono tutt’oggi presenti nella nostra società quanto inaccettabili. E’ importante ribadire che, se l’AIDS è sempre il risultato di un’infezione da HIV, non tutti quelli che hanno contratto l’HIV hanno l’AIDS. Le persone che hanno contratto l’HIV e che assumono la terapia possono vivere in buona salute per tantissimi anni senza ammalarsi di AIDS. Per l’HIV non esistono vaccini.

“L’ HIV (virus da immunodeficienza umana)  – spiega Gianfranco Pellicano’, ricercatore  dell’Università di Messina della stessa UOC di Malattie Infettive dell’AOU G. Martino – aggredisce i linfociti T-helper (una tipologia di globuli bianchi) e in essi si moltiplica. Questo processo continuo riduce il numero di linfociti T, che hanno il compito di difenderci dai microorganismi che cercano di invaderci, compromettendo la capacità del corpo di reagire ad aggressioni esterne, attraverso il sistema immunitario. Quando il numero di cellule T diminuisce considerevolmente, le persone con HIV sono soggette a numerose infezioni causate da microorganismi opportunisti (che diventano molto aggressivi quando incontrano una condizione di minore reattività immunologica dell’organismo ospite). Quando appaiono le infezioni opportunistiche, dovute allo stato di immunodeficienza, il paziente contrae l’AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome)”. “L’unica arma efficace – continua – è la prevenzione: l’adozione di stili di vita e comportamenti corretti, soprattutto sul fronte dell’esercizio di una sessualità consapevole, posto che a tutt’oggi i rapporti sessuali rappresentano la causa principale del contagio, possono difenderci. E’ importante conoscere il proprio stato di salute”.  “Perciò – conclude – oggi siamo in Piazza con i test rapidi, sia  salivari che ematici, che danno una risposta dopo venti minuti”.

 

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