Dal palazzo

L'approfondimento di Insanitas

Gioco d’azzardo patologico, buoni risultati dalla Stimolazione magnetica transcranica

Una tecnologia innovativa tra i temi del con­gres­so in corso ad Aci Ca­stel­lo con responsabile scientifico la dott.ssa Giulia La Ciura.

Tempo di lettura: 4 minuti

La crescita del gioco d’azzardo è un fenomeno recente. Le giocate sono aumentate negli ultimi anni La tecnologia ha aperto le porte a tutti, i giovani scommettono online. L’evoluzione quantitativa e qualitativa delle opportunità ludiche nel gioco sta comportando una crescita nel numero di persone affette dal disturbo patologico da gioco d’azzardo. L’approccio psicoterapeutico è la prima linea di trattamento, buoni risultati si riscontrano nella stimolazione magnetica transcranica (TMS).

Una tecnologia innovativa che che da tre anni viene utilizzata a Vittoria e recentemente anche il Servizio per le tossicodipendenze (Ser.t) di Ragusa si è dotato del macchinario. La vulnerabilità e il temperamento sono due sentinelle da attenzionare.

“Az­zar­do, ma­lat­tia del ter­zo mil­len­nio?”, è il tema del con­gres­so in corso ad Aci Ca­stel­lo (CT), Giulia La Ciura (nella foto) è la responsabile scientifico del­l’e­ven­to, me­di­co psi­chia­tra Ser.T. Asp di Ra­gu­sa. In termini di sistemi assistenziali, i criteri per le prestazioni che è necessario erogare per la cura e la riabilitazione dei pazienti affetti da gioco d’azzardo patologico e problematico sono previsti nel Decreto  legge 158 del 2012 (Decreto Balduzzi) recante “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”.

«Quello che sembrava un vizio- commenta la psichiatra Giulia La Ciura- ha assunto delle caratteristiche cliniche, quindi, occorre una certa accuratezza nel fare diagnosi. Non tutti quelli che giocano sono giocatori d’azzardo. Oggi è definito disturbo da gioco d’azzardo (DGA) ed è una vera e propria attività clinica. Le caratteristiche del DGA sono codificate all’interno del DSM V (Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders)».

«Per aumentare la qualità del percorso di trattamento e della diagnosi sono stati fatti degli interventi negli anni. Sono previsti dei precisi criteri per fare la diagnosi, si prende in considerazione la frequenza ma anche la modalità del gioco se è compulsivo e crea problemi funzionali ed emotivi. La comparsa delle menzogne, per esempio, è un altro criterio. Nei giocatori con disturbo da gioco d’azzardo- prosegue La Ciura- i circuiti celebrali risultano alterati, questo può emergere attraverso una risonanza magnetica funzionale che evidenzia come il sistema dopaminergico non funziona più».

L’evoluzione quantitativa e l’allargamento del disturbo

«Quello che sta diventando un problema enorme- spiega la Ciura- a differenza di altri problemi mentali, in cui è chiara la diffusione nel gioco d’azzardo, è la nascita di tante tecniche legali di gioco che genera un allargamento del disturbo e prende delle vie che solitamente non siamo abituati a indagare. In passato i colloqui erano basati sul “Gratta e vinci” e Lotto, invece, oggi sono sul gioco online. La maggiore offerta del gioco ha cambiato il profilo del giocatore. Oggi è difficile non essere raggiunti dalle tante tipologie di gioco. I giocatori hanno diversi profili, si distinguono in base al temperamento e alla vulnerabilità. Le caratteristiche temperamentali- prosegue la psichiatra- ci fanno capire chi è più predisposto rispetto ad altri. Tutti i soggetti che preferiscono la soddisfazione a breve termine, rispetto a una a lungo termine, si è visto dalla letteratura, hanno un temperamento predisposto al gioco d’azzardo. Se avessimo una migliore capacità di lettura del nostro temperamento potremmo fare una maggiore prevenzione delle malattie mentali».

Trattamenti terapeutici farmacologici e non: l’utilizzo della TMS

«L’approccio di cura deve essere sempre multidisciplinare e la psicoterapia è il più validato trattamento, a questo si possono aggiungere le nuove tecnologie come la stimolazione magnetica transcranica (TMS)- aggiunge La Ciura- Nel nostro Servizio di tossicodipendenza (Ser.T) di Vittoria utilizziamo lo strumento nei giocatori ma anche nelle dipendenze dalle sostanze. È un trattamento non invasivo, ha una buona efficacia e una bassa percentuale di rischi. A nostro avviso è uno strumento importante all’interno dei Ser.T, purtroppo sono ancora pochi quelli che ce l’hanno».

«Il macchinario- spiega La Ciura- attraverso la sonda forma un campo elettromagnetico e in base alle frequenza può stimolare o inibire una piccola parte della corteccia celebrale. In particolare noi andiamo a eccitare la parte frontale per stimolare la dopamina mancante in modo che la persona non abbia necessità di giocare per ristimolarla. Nelle persone che fanno uso di cocaina c’è già una buona efficacia della macchina. Purtroppo i giocatori arrivano tardi nei Ser.T».

Un tasto dolente, poi, riguarda le comunità terapeutiche in Sicilia: «Sono poco formate sui giocatori- dice la dottoressa La Ciura- se devo indirizzare un paziente di certo la regione che ha delle strutture adatte al trattamento è l’Emilia Romagna».

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