Genitori, figli e Covid: i risultati del progetto pilota dell’OMCeO Palermo

6 Dicembre 2020

Le interviste video di Insanitas a Toti Amato (presidente dell'Ordine provinciale dei medici e componente del direttivo della Fnomceo) e Tiziana Lo Nigro (psicoterapeuta).

di Sonia Sabatino

PALERMO. «I risultati sono molto interessanti perché ci si è resi conto che serve un supporto psicologico alle famiglie ed ai bambini. Il nostro obiettivo è replicarlo nel resto della Sicilia ed eventualmente anche a livello nazionale».

Lo afferma Toti Amato, presidente dell’Omceo di Palermo e componente del direttivo della Fnomceo, commentando il progetto sperimentale in e-learning “Genitori e figli ai tempi del Coronavirus” che si è appena concluso.

L’iniziativa, organizzata dall’Ordine dei Medici di Palermo, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, si è svolta in partnership con gli assessorati regionali della Formazione e della Salute ed è stata coordinata da Antonietta Passalacqua e Chiara Scauso.

Clicca qui per le interviste video a Toti Amato e alla psicoterapeuta Tiziana Lo Nigro.

«Sono state attività preziose perché siamo tutti disorientati da questa situazione che stiamo vivendo e dobbiamo gestire. In particolare i bambini hanno sensibilità a noi in parte sconosciute, perché vivono la situazione in modo diverso rispetto agli adulti- afferma Angela Mineo, dirigente scolastico della scuola primaria “Garzilli” di Palermo, in cui è stato scelto il campione di famiglie con cui avviare il progetto pilota- Bisogna poi far comprendere al bambino anche il concetto di malattia ed eventualmente di morte, proprio qualche giorno fa è venuto a mancare un genitore della nostra scuola a causa del Covid. Un bambino generalmente non pensa a queste cose, sono lontane dal suo quotidiano, per cui è importante presentargliele in modo corretto, per permettergli di acquisire una consapevolezza non traumatica».

«Il punto di osservazione importante è quello che riguarda i bambini, noi come genitori adesso abbiamo strumenti in più per cogliere dei segnali che magari più difficilmente si riesce a ricollegare all’ansia provata dai bambini per la situazione che stiamo vivendo. Siamo tutti molto spiazzati, personalmente non avrei mai pensato di dover affrontare una pandemia-ha dichiarato Federica Prestidonato, rappresentante dei genitori- Purtroppo a volte abbiamo sottovalutato il problema nei confronti dei bambini e diamo per scontato che loro non possano capire. In realtà carpiscono informazioni che poi rielaborano a modo loro e inviano segnali di stress. Spesso noi non siamo in grado di coglierli, capirli e quindi intervenire».

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