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ASP e Ospedali

A Cefalù

Gemelli-Giglio, al via i primi interventi di Chirurgia dell’obesità

Due pazienti siciliane sono state operate dall'equipe del professore Marco Raffaelli, coadiuvato dal dottor Luca Sessa.

Tempo di lettura: 3 minuti

Con i primi due interventi ha preso il via anche l’attività di chirurgia dell’obesità del Gemelli Giglio medical partnership di Cefalù. Le prime pazienti ad essere state operate dall’equipe del professore Marco Raffaelli, direttore del Centro di Malattie Endocrine e Obesità del Gemelli Giglio coadiuvato dal dottor Luca Sessa, sono state due donne siciliane con obesità di III grado. Gli interventi di sleeve gastrectomy e di bypass gastrico sono stati eseguiti in laparoscopia attraverso delle piccole incisioni sull’addome. Le pazienti sono tornate a casa in seconda giornata post-operatoria in buone condizioni cliniche.

«Il trattamento chirurgico dell’obesità grave è, oggi, diventato una realtà ampiamente consolidata e condivisa- ha spiegato Raffaelli- La soluzione chirurgica dell’obesità è l’unica a garantire in breve tempo un notevole calo ponderale e di mantenere per un lunghissimo periodo la massima parte dei risultati ottenuti permettendo, inoltre, un netto miglioramento o addirittura la scomparsa delle co-morbilità (metaboliche, cardiovascolari e respiratorie)». Nell’equipe dei primi due interventi anche la professoressa Liliana Sollazzi e la dottoressa Cristina Modesti, entrambe del Gemelli, anestesiste esperte nella gestione del paziente obeso.

Liliana Sollazzi, Marco Raffaelli, Luca Sessa e Cristina Modesti

«La loro presenza qui- ha sottolineato il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano– è un segno di impegno di collaborazione professionale e di interscambio di competenze che è alla base della partnership tra Fondazione Giglio e Policlinico Gemelli. La cura dell’obesità rappresenta per il nostro Istituto una nuova sfida che amplia la nostra offerta terapeutica. Attiveremo anche dei percorsi non finalizzati al trattamento chirurgico dell’obesità ma rivolti a pazienti che necessitano comunque di inquadramento clinico e cure psico-nutrizionali».

Il professore Raffaelli ha tenuto a rilevare che «l’atto chirurgico vero e proprio rappresenta un momento importante dell’iter terapeutico, ma è solo una tappa intermedia tra la selezione e lo studio del paziente e i fondamentali controlli clinici post-operatori. In quest’ottica, i chirurghi da soli non bastano ed è necessario un team multidisciplinare per una gestione personalizzata del paziente ed un programma terapeutico dinamico e modificabile nel corso del tempo, modulato in base al tipo di obesità, alla storia clinica, al tipo di abitudini alimentari e alle patologie associate”.

«Dopo una prima visita- ha detto Luca Sessa, responsabile della sezione di chirurgia Endocrina e dell’Obesità del Gemelli Giglio- che permette un inquadramento iniziale del paziente, seguono ulteriori accertamenti specialistici ed indagini clinico-strumentali, erogate in regime ambulatoriale, che permettono uno studio approfondito del paziente e della sua patologia. Al termine del percorso il caso viene discusso dall’intero team multidisciplinare analizzandone ogni dettaglio e discutendo col paziente vengono definite le possibili strategie terapeutiche anche in considerazione del fatto che non esiste un’unica soluzione chirurgica adatta a tutti i pazienti e che la loro obesità può essere legata a patologie di obesità-relate (diabete, ipertensione arteriosa, sindrome delle apnee ostruttive, ecc.)».

Il team multidisciplinare del Gemelli Giglio dedicato al paziente obeso vede coinvolte, oltre ai chirurghi, l’endocrinologa Stefania Marchisotta la nutrizionista Melania Blasco, lo psicologo Giuseppe Rotondo (responsabile della psicologia del Giglio), l’endoscopista Giuseppe Conoscenti, lo pneumologo Alfredo Visconti, la radiologa Serena Cristofalo, l’intensivista Cesare Gregoretti (responsabile rianimazione Giglio), oltre alla coordinatrice del servizio infermieristico Stefania Vara e agli amministrativi Barbara Santini, Mariarosaria Muffoletto e Maria Lombardo per l’organizzazione e gestione del percorso facilitando anche l’integrazione del personale medico coinvolto.

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