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ASP e Ospedali

La storia

Garibaldi, anziana guarisce dal Coronavirus dopo la terapia intensiva e torna a casa

"Siamo orgogliosi di questo risultato ottenuto grazie al lavoro di tutti", ha detto il direttore generale, Fabrizio De Nicola.

Tempo di lettura: 2 minuti

Ad aspettarla davanti l’ambulanza che l’ha riportata a casa c’erano tutti, medici e infermieri. A cominciare dal dott. Giovanni Ciampi, direttore del Pronto Soccorso e responsabile dell’emergenza Covid del Garibaldi-Centro, nonché dei suoi più stretti collaboratori, la dott.ssa Carmela Puleo e il dott. Santo Bonanno.

G.G., una signora di settantacinque anni, arrivata in ospedale il 29 marzo scorso dopo una settimana in preda ad un forte stato febbrile, ha subito manifestato i sintomi peggiori della malattia, ritrovandosi nel giro di poche ore ricoverata presso la Terapia Intensiva, diretta dalla dott.ssa Daniela Di Stefano, in quanto trovata positiva al Coronavirus.

Immediatamente intubata, la paziente ha subito reagito alle terapie di protocollo, nonostante la sussistenza di numerose problematiche connesse ad altre patologie, quali il diabete, l’ipertensione e una broncopatia cronica, arrivando a ritrovare una ventilazione semispontanea già nel volgere di 24 ore, alternando quindi una certa autonomia alla ventilazione artificiale.

Svezzata progressivamente, la paziente veniva poi sottoposta a una rivalutazione radiologica che mostrava un miglioramento del quadro e una riduzione della densità del numero dei focolai, cui ha fatto seguito il trasferimento presso l’Area Covid del Padiglione Signorelli, diretto dal dott. Rosario Oliveri, dove ha proseguito lo svezzamento fino alla guarigione completa, certificata dalla negatività definitiva dei due tamponi successivi.

“Siamo davvero orgogliosi di questo risultato – ha detto il direttore generale dell’Arnas Garibaldi, Fabrizio De Nicola – ottenuto grazie al lavoro di tutti, a cominciare dai percorsi fissati dalla direzione sanitaria aziendale. Ovviamente c’è ancora tanto da fare, ma non lesineremo gli sforzi per far si che altri pazienti tornino a casa presto con i loro cari”.

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