Funghi per curare tumori ed altre patologie? Palermo, in arrivo i grandi luminari della micologia mondiale

22 Settembre 2017

Convegno internazionale a Mondello dal 24 al 28 settembre. Ad organizzarlo il Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell'Università degli Studi di Palermo. L'intervista a Giuseppe Venturella, ordinario di Botanica forestale e Micologia.

 

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PALERMO. Provengono dalla Cina, dal Giappone, dall’India, ma anche dalla Russia, dal Messico e dalla Colombia. Sono i professori che parteciperanno alla nona International Medicinal Mushrooms Conference, la Conferenza internazionale sui funghi medicinali che, per la prima volta in 16 anni, si terrà in Italia.

Sede scelta per l’evento il capoluogo siciliano che, nella splendida cornice della borgata marinara di Mondello (Splendid Hotel La Torre di via Piano Gallo) ospiterà dal 24 al 28 settembre la manifestazione cui parteciperanno i grandi luminari della micologia. In questa occasione, gli studiosi di fama mondiale dei funghi medicinali avranno la possibilità di riunirsi e mettere sul campo le proprie scoperte, dando un importante contributo di crescita e sviluppo della qualità della vita.

Ad oggi sono stati organizzati 8 IMMC, di cui tre in Europa, tre in Asia, uno in Nord America e uno in Sud America. Per la prima volta il convegno è stato organizzato in Sicilia dal Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università degli Studi di Palermo nella persona del Prof. Giuseppe Venturella, ordinario di Botanica forestale e Micologia.

Professore Venturella perché, questa volta, è stata scelta l’Italia e in particolare la Sicilia?
«È un riconoscimento da parte del Board Internazionale per quanto fatto negli ultimi anni dal Laboratorio di Micologia del Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università di Palermo in riferimento all’incremento delle conoscenze nel settore della micologia».

Chi parteciperà al convegno?
«Prevista la presenza di eminenti studiosi provenienti da varie parti del mondo. Tra i relatori David Hibbett, docente presso la Clark University, Worcester, Massachusetts (USA). Coordinatori delle principali sessioni sono il Prof. Solomon Wasser (Israele), noto studioso dei funghi medicinali ed editore dell’International Journal of Medicinal Mushrooms; il Prof. Georgios Zervakis dell’Università di Atene; il Prof. Vinay Varshney, Senior Scientist presso la Chemistry Division del Forest Research Institute in India ed il Dr. John Holliday, Chief Scientific Officer della Aloha Medicinals (USA), una delle maggiori aziende del settore».

Quali argomenti saranno trattati?
«In agenda la biodiversità e la tassonomia dei funghi medicinali, la biologia molecolare applicata a questo gruppo di funghi e il loro uso per la cura delle patologie nell’uomo e negli animali da allevamento e domestici».

Che cosa si intende per funghi medicinali?
«Sono prevalentemente commestibili e di buone qualità organolettiche, i cui estratti trovano applicazione nella cura di varie patologie dell’uomo e degli animali e nel rafforzamento del sistema immunitario. Sin dai tempi antichi, i funghi sono conosciuti per il loro valore nutrizionale e per le loro proprietà terapeutiche. Basti pensare che Otzi, la Mummia del Similaun, portava con sé funghi oggi noti per le loro proprietà medicinali tra cui Fomitopsis betulina (fungo della betulla), utilizzato per le sue attività antibatteriche, antitumorali, anti-infiammatorie ed antibiotiche. I funghi medicinali sono utilizzati nella prevenzione dei disturbi immunitari e nel mantenimento di una buona qualità della vita specialmente nei pazienti immunodepressi, in quelli sottoposti a chemioterapia e radioterapia, nei pazienti affetti da differenti tipi di tumori, leucemia linfatica cronica, infezioni virali (Epatiti B, C e D), differenti tipi di anemia, immunodeficienza, HIV/AIDS, virus dell’Herpes simplex, sindrome da fatica cronica, virus di Epstein Bar, gastrite cronica, ulcere gastriche causate da Helicobacter pylori e vari tipi di demenza, incluso l’Alzheimer».

Come possono essere assunti i funghi medicinali?
«Allo stato fresco come alimento, essiccati o polverizzati, sia come polvere che come preparato in capsule o compresse, o ancora come estratti acquosi, alcolici o di altro genere».

Quali sono i risultati e le conclusioni che vi siete posti di raggiungere durante l’IMMC9?
«Uno dei principali obiettivi è quello di dare maggiore impulso agli studi sui funghi medicinali nei paesi europei superando il divario di conoscenze rispetto a quelli orientali. Inoltre, per la prima volta, viene inserito nel programma un simposio interamente dedicato agli studi clinici sull’uomo che metteranno in evidenza le applicazioni più recenti nella cura integrata delle malattie tumorali e di altre patologie».

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