Case di cura

La Buona Sanità

Frattura del collo del femore, la Casa di Cura Igea si conferma al top nella cura

La struttura di Partinico si colloca ai vertici nel Programma Nazionale Esiti 2022 dell'Agenas. Un traguardo raggiunto anche grazie al PDTA con il contributo consulenziale di Innogea.

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L’intervento chirurgico è eseguito entro le quarantotto ore dal ricovero con una percentuale raggiunta del 94,47%, mentre la mortalità a trenta giorni dopo l’intervento è al di sotto della media nazionale. Con questi indicatori di performance, che dimostrano la capacità organizzativa, la Casa di Cura Igea si è distinta negli ultimi anni ed è ai vertici del Centro Sud e al primo posto in Sicilia nella gestione della frattura del collo del femore.

La struttura di Partinico ha raggiunto gli obiettivi prefissati dal Decreto Assessoriale 2025 del 2015 sui Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA) relativi alla frattura del femore, collocandosi ad alti livelli nel Programma Nazionale Esiti (PNE) edizione 2021, elaborato dalla “Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali” (Agenas). Un traguardo raggiunto grazie anche al PDTA sulla frattura del collo del femore, certificato dall’ente RINA per la prima volta in Sicilia nel 2021 e poi riconfermato anche quest’anno.

«Un risultato raggiunto grazie alla collaborazione di tutto il personale coinvolto nel processo di cura di frattura del femore- spiega ad Insanitas il direttore sanitario della Casa di Cura Igea, Donato Mazzola– perché questa è un’attività multidisciplinare che coinvolge diverse figure professionali. Lavoriamo nel rispetto del diritto alla salute dei pazienti e nel pieno rispetto delle regole. Il nostro obiettivo è un miglioramento continuo per ottenere standard sempre più alti».

«La Casa di Cura Igea è una struttura sanitaria a indirizzo monospecialistico in Ortopedia e Traumatologia e Riabilitazione ortopedica intensiva- aggiunge la responsabile Pepa Patti– in cui vengono eseguiti in media ottanta interventi anno per il trattamento della frattura del femore. Il risultato raggiunto ci gratifica e conferma che stiamo lavorando nella giusta direzione, grazie alla professionalità della nostra équipe».

Importante il contributo consulenziale della società Innogea che ha supportato la Casa di Cura nell’implementazione del progetto certificativo sul PDTA specifico: «In Sicilia è l’unica struttura ad avvalersi dello strumento che le ha consentito di rendere evidenti e misurabili le performance. Abbiamo supportato l’implementazione delle procedure, la formazione del personale, l’ottimizzazione dei processi per far sì che la struttura sanitaria raggiungesse la migliore qualità clinica e gestionale».

Basta una caduta accidentale o un trauma lieve per provocare una frattura del femore. Una condizione comune soprattutto nelle donne dopo i 65 anni e che va trattata chirurgicamente il prima possibile. La frattura di femore nell’anziano rappresenta un evento frequente e potenzialmente invalidante, che richiede un intervento puntuale, tempestivo e coordinato, vista la fragilità dei soggetti colpiti, che spesso presentano diverse comorbidità.

La frattura femorale, come la maggior parte dei traumi, può avere complicanze anche gravi, soprattutto per i pazienti anziani, che hanno una probabilità più alta di incorrere in patologie del sistema articolatorio e del sistema cardiovascolare. Più tempo passa dal momento della frattura, maggiore è il rischio di complicanze: i pazienti anziani possono incorrere in infezioni delle vie urinarie o delle vie respiratore per questo l’intervento chirurgico deve essere tempestivo.

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