ASP e Ospedali

La nomina

Fp Cgil Palermo, ecco il nuovo responsabile dei medici per Villa Sofia-Cervello

Il neurologo Antonio Maurizio Gasparro prende il posto del cardiologo Franco Ingrillì, dal primo gennaio in pensione.

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PALERMO. Il neurologo Antonio Maurizio Gasparro (nella foto) è il nuovo responsabile dei Medici per la Fp Cgil Palermo all’interno dell’azienda ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello. Prende il posto del cardiologo Franco Ingrillì, dal primo gennaio in pensione.

«Auguriamo a Antonio Maurizio Gasparro buon lavoro e siamo certi che saprà rappresentare le esigenze della categoria in un momento nel quale ancora gli ospedali, in particolare l’azienda Villa Sofia e Cervello, con il Cervello Covid Hospital da due anni importante presidio, saranno ancora a lungo sotto pressione per fronteggiare la pandemia – dichiarano il segretario generale Fp Cgil Palermo Giovanni Cammuca e il coordinatore provinciale Fp Cgil medici e dirigenti Domenico Mirabile– Un ringraziamento particolare a Franco Ingrillì per il lavoro fatto, che siamo certi proseguirà con il suo contributo presso l’ambulatorio Anomalia di Piazza della Pace. Con la nomina di Gasparro all’azienda Villa Sofia-Cervello si completa il rinnovo dei rappresentanti della dirigenza medica della Fp Cgil Palermo, che ha visto nei giorni scorsi la nomina di Monica Lunetta e Marco Sorgi, responsabile e vice responsabile al Policlinico».

Si rafforza così il gruppo dei referenti medici della Fp Cgil Palermo che si affiancano a Mimmo Mirabile, responsabile aziendale Fp Cgil all’Asp e a Franco La Barbera, responsabile Medici Fp Cgil Palermo all’azienda Arnas ospedale Civico di Palermo.

«Nel ringraziare la Cgil Funzione Pubblica per la fiducia, dopo tanti anni vissuti da medico in prima linea continuerò a lavorare- dichiara Antonio Maurizio Gasparro- avendo chiaro che bisogna fare ancora molto sul tema della tutela dei lavoratori e, soprattutto, della difesa del Servizio sanitario nazionale, per contribuire in modo propositivo a ricostruire un buon rapporto tra utenza e struttura sanitaria e garantire a tutti i cittadini, in condizioni di uguaglianza, l’accesso all’erogazione dei servizi assistenziali. Rapporto che spesso si è lacerato per la cattiva gestione del bene comune che deve essere la Sanità pubblica».

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