Fondo di solidarietà per i familiari delle vittime del Covid19, i TSRM PSTRP: “Va esteso a tutti i professionisti”

25 Aprile 2020

La federazione dell'Ordine dei TSRM e PSTRP aveva chiesto di modificare il testo che però non è stato emendato. Ora si corre ai ripari

 

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Nessuna modifica all’art. 22 bis del decreto cura Italia che è stato approvato senza gli emendamenti proposti e sostenuti in particolare dalla Federazione degli ordini dei TSRM e PSTRP. “Ieri, nell’ultimo atto del percorso di conversione in legge, la Camera dei Deputati ha votato senza modifiche il testo del DL 17 marzo 2020, n. 18, cosiddetto Cura Italia, ricevuto dal Senato della Repubblica – scrive la Federazione senza nascondere la delusione – Nonostante l’impegno della Relatrice, Beatrice Lorenzin, è venuto meno l’accordo tra i gruppi parlamentari, pertanto nessun emendamento è stato accolto, nemmeno quello presentato all’art. 22-bis dall’On. Elena Carnevali (Siani, Rizzo Nervo, Pini, Schirò) col quale si prevedeva che il fondo di solidarietà in favore dei famigliari di medici, personale infermieristico e operatori socio-sanitari venisse esteso a quelli di tutti gli esercenti le professioni sanitarie.

“L’Onorevole Carnevali – si legge nella nota diramata dalla Federazione TSRM PSTRP –  insieme ai deputati Siani, Rizzo Nervo, Pini, Schirò ha, pertanto, trasformato l’emendamento in un Ordine del giorno poi approvato dal Parlamento col parere favorevole del Governo che, quindi, si è impegnato a prevedere in uno dei suoi prossimi decreti in relazione all’emergenza Covid-19 un allargamento dei beneficiari del fondo, includendo i famigliari di tutti coloro che esercitano una professione sanitaria di cui alla legge n. 3/2018. Ciò significa che lo scempio di Davide Faraone, promotore dell’art. 22-bis, sarà recuperato in uno dei prossimi atti governativi.

Il testo definitivo dell’art. 22 bis 

« Art. 22-bis. – (Iniziative di solidarietà in favore dei famigliari di
medici, personale infermieristico e operatori socio-sanitari) –

1. Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri è istituito un fondo con una
dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2020 destinato all’adozione
di iniziative di solidarietà a favore dei famigliari di medici, personale
infermieristico e operatori socio-sanitari, impegnati nelle azioni di
contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19,
che durante lo stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri
il 31 gennaio 2020 abbiano contratto, in conseguenza dell’attività di
servizio prestata, una patologia alla quale sia conseguita la morte per
effetto diretto o “come concausa” del contagio da COVID-19.
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono
individuate le modalità di attuazione del comma 1.
3. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede ai sensi dell’articolo
126 »

Il nodo della questione sta nel fatto che indicando in maniera specifica medici, infermieri e operatori socio sanitari secondo l’Ordine dei Tsrm e Pstrp verrebbero esclusi tutti gli altri professionisti non inquadrabili nei tre profili citati, quindi, a titolo di esempio: tecnico sanitari di radiologica medica, tecnici di lavoratori biomedico, fisioterapisti ed in generale tecnici della prevenzione e della riabilitazione.

La precisazione di Davide Faraone

Secondo me rientrano perfettamente tutte le professioni sanitarie. L’intento del mio emendamento era proprio quello di prevedere un fondo per tutte le vittime del dovere in ambito sanitario e voi ne fate parte. Sinceramente un post in cui si definisce il fondo per le vittime del dovere, scempio, mi sembra eccessivo e fuori luogo. Se poi dovesse esserci stato un errore da parte mia è stato assolutamente fatto in buona fede e sarò il primo a lavorare ad una correzione. Buona Liberazione.

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