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Fondazione Giglio di Cefalù, l’atto di accusa della Cgil contro la dirigenza aziendale

19 Marzo 2018

Il sindacato chiede un incontro urgente all'assessore Razza. Nei giorni scorsi dall'ospedale cefaludese avevano già replicato ad altre accuse della Uil.

 

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PALERMO. «Esprimiamo forte preoccupazione per il clima venutosi a creare all’interno della Fondazione Giglio di Cefalù”. Inizia così la lettera inviata all’assessore Ruggero Razza, in cui la Funzione Pubblica Cgil di Palermo chiede un incontro urgente denunciando “disfunzioni nei reparti, problemi organizzativi, carenza di medici e infermieri».

Nei giorni scorsi dalla Fondazione avevano replicato ad altre accuse, in quel caso da parte della Uil (leggi qui), negando tra l’altro di aver elargito benefit individuali ad alcuni dipendenti.

Secondo la Fp Cgil l’adozione di alcuni «atti unilaterali adottati dalla dirigenza aziendale, che non ha accolto le richieste di confronto con le organizzazioni sindacale, hanno generato un clima di malessere organizzativo che ha determinato incomprensioni fra e con il personale, disfunzioni nell’assistenza ai pazienti ricoverati o agli utenti dei vari servizi e attriti tra le diverse figure sanitarie».

Nella sua nota la Fp Cgil fa anche riferimento alla mancanza, da oltre due anni, del direttore amministrativo e, da oltre tre mesi, del direttore sanitario, “con l’aggravante che il vice direttore sanitario è stato da tempo esautorato dalla direzione strategica».

Assenze ritenute “concause” della condizione di disagio per cui si chiede l’intervento della Regione. «Riteniamo che le nomine del direttore amministrativo e del direttore sanitario, al fine del buon funzionamento dell’amministrazione, non siano più rinviabili- dichiara il segretario generale Fp Cgil Palermo Giovanni Cammuca (nella foto)- Tutto ciò produce, a nostro modo di vedere, una risposta disarticolata con scarso risultato finale e con inevitabile aumento del rischio clinico per i pazienti. Oltre che, in questo modo, si rischia di minare la nomea di eccellenza di cui l’Ospedale Giglio ha goduto nel recente passato».

«A fronte di un esodo, di cui ci sarebbe anche da chiedersi il perché, apprendiamo di parziali stabilizzazioni, di cui non solo non abbiamo formale conoscenza ma che, ci risulta, stanno dando luogo anche a contenziosi giudiziari- aggiunge Cammuca- Apprendiamo del riconoscimento di “assegni ad personam” di cui ci piacerebbe conoscere motivazioni e nominativi dei beneficiari, nonché di passaggi di fascia, fatti nel recente passato, che riguarderebbero solo alcune specifiche categorie».

«Ci giunge notizia- continua il segretario Fp Cgil Palermo- di un accordo che se confermato, sarebbe un fatto molto grave: a fronte di elevati compensi, mai concordati con le organizzazioni sindacali, si permetterebbe agli anestesisti di derogare alla normativa sul riposo fisiologico dei medici fra un turno in reparto e un successivo turno al 118. E da a tempo abbiamo chiesto il ripristino dei tempi di vestizione e di fronte all’assordante silenzio dell’amministrazione siamo costretti a ricorrere al giudice per farne riconoscere il diritto».

La Fp Cgil- questo è un altro punto su cui si chiede chiarezza- ha più volte sollecitato l’avvio di una trattativa per la sottoscrizione di un accordo di primo di livello che sganci la Fondazione G. Giglio dal contratto Aiop della sanità privata e lo avvicini, considerato che la Fondazione è finanziata totalmente con risorse pubbliche, al CCNL della sanità pubblica.

«Queste sono tra le tra le maggiori cause che hanno inciso sulla decisione di medici e infermieri di abbandonare l’Ospedale Giglio per altre strutture- conclude Cammuca- Per questo chiediamo un urgente incontro con l’assessore per un confronto utile a proporre soluzioni e rimettere in moto un ciclo che riporti all’eccellenza l’Ospedale Giglio, un tempo vanto della sanità siciliana».

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