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La nota del sindacato

Focolaio al Civico, la Fials: «Pronto soccorso non idoneo alla degenza Covid»

«La situazione sta diventando complessa e fuori controllo, servono subito dei correttivi», afferma Enzo Munafò, segretario provinciale del sindacato.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. «La situazione al Civico sta diventando complessa e fuori controllo, servono subito dei correttivi». Lo afferma Enzo Munafò, segretario provinciale della Fials Palermo, in seguito alla notizia del focolaio scoperto al pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo.

«Il pronto soccorso dell’Arnas non può essere utilizzato come reparto di degenza Covid- dice Munafò-Non è strutturato all’uopo nemmeno per l’impianto di aereazione, e l’impennata di contagi tra i lavoratori ne è la prova. Inoltre emergono delle incongruenze sulle mascherine ffp2 ed ffp3 date in uso ai dipendenti poiché negli scatoloni è scritto che “non sono presidi sanitari”».

I lavoratori segnalano inoltre «la mancanza di calzari e gambali lunghi e impermeabili, costretti ad usare i sacchi dell’immondizia o i copriscarpa corti che si rompono subito. Ancora si intende risparmiare sulla sanificazione degli ambienti disquisendo se risultano essere opportune o no ma chi decide sulla opportunità».

La Fials segnala quindi che “si sono accesi focolai un po’ ovunque, anche in cardiologia, alla stroke unit hanno pazienti positivi che sono ricoverati da un mese. Altro problema le aggressioni. Come è possibile che i parenti arrivino dietro le porte dei padiglioni Covid quando l’intera struttura è interdetta al pubblico? Chi controlla cosa? Per quanto tempo andremo avanti trasformando posti di degenza in emergenza Covid? Che fine ha fatto l’assistenza domiciliare? Serve l’immissione in servizio di nuovo personale infermieristico e Oss per organizzare le Usca territoriali non solo per fare tamponi ma per garantire assistenza territoriale. Servono contratti di lavoro per questi operatori che garantiscano loro la sicurezza Inail indispensabile. Basta partite Iva e co.co.co».

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