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Fnomceo, Amato contro le società di tutoring: “Sciacalli, intervenga l’Agcom”

4 Marzo 2020

L'ultima campagna pubblicitaria mostra un medico in manette ma il 90% dei casi terminano con un'archiviazione

 

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“Per i medici ormai è una guerra continua. Dall’impegno straordinario nell’emergenza da Coronavirus per garantire il diritto alla salute a tutti, alla difesa contro gli sciacalli, come la società di tutoring “Obbiettivorimborso”, che non demorde e continua a screditare indisturbata medici e sanitari invitando i cittadini a rivolgersi ai loro professionisti per denunciare presunti casi di malasanità. Questa volta le vittime della società sono i medici di base, con un bel vademecum ‘Come e quando denunciare medico di base’ illustrato con una foto a tutto campo di un medico in manette. Non si può accettare, Abbiamo già dato mandato ai nostri legali contro l’azione denigratoria di questa azienda. Intervenga anche AgCom”. A invocarlo, a nome di tutti gli Omceo siciliani, è il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo Toti Amato, consigliere del comitato centrale nazionale e coordinatore della commissione per la sicurezza della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordine dei medici).

I presidenti degli Ordini chiedono al ministro della Salute Speranza, agli inquirenti e alle associazioni di categoria “una controffensiva più seria ed efficace anche contro le pressioni dei singoli avvocati che cercano di convincere pazienti e familiari a intentare cause di risarcimento che nel 90% dei casi finiscono nel nulla, ma servono alimentare tensione e diffidenza verso chi ti salva la vita ed estorcere denaro alle persone”.

“La sanità pubblica è un bene comune – ricorda il consigliere della Fnomceo – servono strumenti repressivi e di controllo preventivo per evitare che messaggi fuorvianti continuino ad essere diffusi attraverso il web e tutti i canali di informazione pubblici e privati. Sono azioni volgari che ledono la dignità di tutto il Servizio sanitario nazionale”.

Sotto accusa è la società ‘Obiettivo risarcimento’, lo stesso gruppo che nel 2018 fu censurato dalla Tv di Stato in relazione ad uno spot sulla malasanità che incitava i cittadini a chiedere risarcimenti economici nei casi di ipotetica malasanità.

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