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I contenuti del protocollo

Firmato il protocollo per la stabilizzazione dei precari, ma c’è spaccatura fra i sindacati

Firmano l'accordo Cimo, Cisl Fp, Cisl Medici, Ugl e Fedir mentre sono ben 13 le sigle sindacali che non lo hanno firmato. Ecco cosa prevede il protocollo

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Firmato questa mattina presso gli uffici dell’assessorato il protocollo d’intesa con il quale vengono indicate, per tutte le aziende e gli enti del servizio sanitario regionale (ivi incluso l’istituto zooprofilattico) le modalità per procedere alla stabilizzazione di tutti i precari, ed in particolare: il personale dirigenziale e non dirigenziale, sanitario, sociosanitario e amministrativo, reclutato dagli enti del servizio sanitario nazionale, anche con contratti di lavoro flessibile e anche qualora non più in servizio. Ed il personale che abbia già maturato, o che maturerà entro il 31 dicembre 2024, alle dipendenze di un ente del servizio sanitario nazionale, almeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi, di cui almeno 6 mesi nel periodo covid (31 gennaio 2020 – 31 dicembre 2022). Il processo di stabilizzazione, si legge nel protocollo, dovrà avvenire sempre in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni degli enti e delle aziende  e nel rispetto dei limiti di spesa.

L’accordo prevede che il personale che abbia i requisiti previsti dalle norme venga stabilizzato secondo alcuni criteri di priorità. Anzitutto dovrà essere in servizio al momento della pubblicazione dell’avviso di ricognizione. In caso di ulteriori posti disponibili sarà data precedenza a chi è stato assunto a tempo determinato a seguito di selezione pubblica. Terzo criterio è quello per l’assunzione di quel personale che ha maturato i requisiti anche con contratti diversi. In questo caso occorre che la qualifica per cui si verrà stabilizzati sia quella in cui si è svolto servizio prevalentemente. Quarto criterio è quello della precedenza ai dipendenti che hanno lavorato con contratti a lavoro flessibile e che sono risultati idonei non vincitori di concorso. Infine, in caso di ulteriori posti disponibili, potranno essere assunti – dopo avere sostenuto un pubblico concorso – coloro che hanno lavorato presso le aziende sanitarie con contratti a lavoro flessibile.

Il protocollo però ha generato una profonda spaccatura fra le sigle sindacali. Alla fine della lunga riunione hanno deciso di aderire, apponendo la propria firma nel documento: Cimo, Cisl Fp, Cisl Medici, Ugl e Fedir. Hanno deciso invece di non firmare Fp Cgil Sicilia, Uil Fpl Sicilia, Fials, Nursind Cgs, Cisal, Confintesa, Anaao, Fvm, Uil Fp Medici, Fp Cgil Medici, Nursind Up, Fials Medici, Fassid

“Abbiamo firmato il protocollo con senso di responsabilità. E’ un passaggio fondamentale per i precari covid che in questi anni si sono tanto spesi per la salute dei cittadini – afferma Carmelo Urzì, segretario regionale Ugl Salute, che prosegue –   abbiamo stabilito un percorso virtuoso che potrà iniziare da subito. C’è un cronoprogramma preciso per tutte le aziende per stabilizzare tutti coloro che hanno maturato il diritto così come previsto dal protocollo, ma ci son anche adeguate tutele per il personale non stabilizzabile che avrà un punteggio aggiuntivo nelle procedure concorsuali. Un modo per ringraziarli degli sforzi profusi durante la pandemia. Abbiamo chiesto ed ottenuto dall’assessore un impegno a dare indicazioni precise alle aziende, anche perché non possiamo correre il rischio che un domani si facciamo immissioni in servizio di altre figure, e poi chi invece ha diritto ad avere una stabilizzazione rimane fuori. Saremo accanto ai lavoratori come sempre al fine di dare un dignità lavorativa a tutti” conclude Urzi.

“Il protocollo sottoscritto oggi è la prova che il dialogo sostenuto con forza dalla Cisl Fp Sicilia ha consentito di arrivare ai risultati migliori possibili in favore dei lavoratori. Finalmente anche la Sicilia si è dotata di un protocollo che indica le priorità per il superamento del precariato in modo ordinato, assicurando pari trattamento in tutta l’Isola e offrendo opportunità anche a quei lavoratori garantiti dalle previsioni del decreto Milleproroghe”. È questo il commento di Paolo Montera e Marco Corrao, rispettivamente segretario generale e segretario regionale con delega alla Sanità del sindacato maggiormente rappresentativo, la Cisl Fp Sicilia, a margine della firma del protocollo d’intesa sui criteri per la stabilizzazione del personale precario firmato oggi all’assessorato della Salute dall’assessore Giovanna Volo e dai sindacati.

“Le nostre istanze sono state accolte” affermano Montera e Corrao che spiegano: “La Cisl Fp Sicilia ha ottenuto che possano essere assunti coloro che hanno raggiunto i requisiti temporali anche con contratti diversi. Accettata anche la nostra richiesta che i soggetti da stabilizzare possano rimanere in servizio nelle more del completamento delle procedure. Bene anche – proseguono – la previsione di tempi certi per lo svolgimento delle stabilizzazioni. Le aziende sanitarie infatti avranno 30 giorni dalla firma del protocollo per stilare il piano del fabbisogno e 60 per chiudere gli avvisi di ricognizione. Rimane il rammarico – concludono Montera e Corrao- per le mancate stabilizzazioni per quel personale tecnico per il quale, ad oggi, non è stata data ‘copertura’ legislativa. Per questo personale la Cisl Fp è impegnata a tutti i livelli per trovare una soluzione”.

Al protocollo durante il tavolo conclusivo sono state approvate alcune modifiche e integrazioni. È stato ribadito che nella ricognizione sarà tenuto conto di chi avrà maturato i requisiti al 31.12.2024. Il punteggio premiale per i precari covid sarà pari a 0,3 punti per ogni mensilità, fino ad un massimo attribuibile di 7 punti. Per il personale che ha lavorato con contratti a lavoro flessibile, potranno fare il concorso senza discriminazione sia coloro che sono in servizio che coloro non lo sono perché non hanno avuto prorogati i contratti. Infine l’assessorato ha accettato la proposta della Cisl Fp Sicilia e farà una direttiva per fare sì che le aziende che hanno già bandito o bandiranno concorsi diano priorità a tutto il personale interno in possesso dei requisiti come previsto dal protocollo, al fine di evitare sicuri contenziosi.

LE MOTIVAZONI DI CHI NON HA FIRMATO
Sono 13 le sigle sindacali che “non hanno ritenuto opportuno sottoscrivere il protocollo d’intesa sulla stabilizzazione dei precari” proposto dall’assesorato regionale alla Salute. Si tratta dei sindacati Fp Cgil Sicilia, Uil Fpl Sicilia, Fials, Nursind Cgs, Cisal, Confintesa, Anaao, Fvm, Uil Fp Medici, Fp Cgil Medici, Nursind Up, Fials Medici, Fassid. Le organizzazioni in una nota diffusa al termine del confronto hanno spiegato le motivazioni del mancato accordo. Intanto la “mancata sospensione delle procedure di mobilità e dei concorsi in itinere, in attesa della definizione delle procedure di stabilizzazione”. Quindi chiedono “certezze sulla proroga dei contratti in corso”. E ancora, le sigle rivendicano la “possibilità di mantenere in servizio su posti vacanti il personale del ruolo tecnico e professionale in attesa di ulteriori disposizioni normative”. Infine protestano per la “mancata garanzia di pari opportunità per il personale in atto non più in servizio”. 

IL COMMENTO DELL’ASSESSORE ALLA SALUTE
«Un primo passo importante per cui abbiamo lavorato ininterrottamente e concretamente – dice l’assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo -. A guidarci verso questo risultato, assieme ai sindacati firmatari, la volontà di rafforzare strutturalmente i servizi sanitari regionali oltre a quella di valorizzare appieno la professionalità acquisita da questi lavoratori, che hanno sostenuto la nostra sanità nel momento più complicato. Nuove opportunità si apriranno per loro anche con la realizzazione della rete territoriale prevista dal Pnrr». 

IL COMMENTO DELLA UIL
La segretaria della Uil Sicilia, Luisella Lionti: “Non abbiamo potuto firmare il protocollo perché non dava risposte concrete a tutti i lavoratori. Non è stato, tra l’altro, inserito nulla di quello che avevamo proposto. Continueremo quindi la nostra protesta affinché a tutti i precari Civid sia dato il giusto riconoscimento per il lavoro svolto”.

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