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Finanziaria, l’Aim: «Migliorabili le misure contro le liste di attesa in Sanità»

17 Dicembre 2019

L'Associazione Italiana Medici commenta il maxi-emendamento approvato in Senato: "Apprezzabile invece la proroga al 31 dicembre 2019 per il possesso dei requisiti di stabilizzazione della Legge Madia da parte dei precari".

 

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Sulle misure destinate alla Sanità dal maxi-emendamento sulla Finanziaria 2020, approvato dal Senato, interviene l’Associazione Italiana Medici.

“Apprezzabile la proroga al 31 dicembre 2019 per il possesso dei requisiti di stabilizzazione della Legge Madia da parte dei precari della sanità, nell’auspicio che si ripristini il normale iter dei concorsi per l’accesso ai ruoli dirigenziali del Servizio Sanitario Nazionale”, sottolineano dall’Aim.

E aggiungono: “Di grande valore gli interventi finalizzati all’adozione di strumenti di pianificazione del fabbisogno di medici ed al potenziamento del sistema di accreditamento alla qualità della formazione post-lauream”.

Tuttavia, l’AIM esprime riserve circa l’impatto promesso in termini di efficacia nel ridurre le liste di attesa dei finanziamenti destinati all’acquisto di apparecchiature medicali a supporto dei medici del territorio: “Questa tipologia di interventi, estesi in un secondo tempo anche ai pediatri di libera scelta oltre che ai medicina generale, per quanto sia stato stabilito di privilegiare gli ambiti relativi a fragilità e cronicità, anche ricorrendo all’utilizzo di strumenti di telemedicina, nonché sia stato previsto di misurare l’attività svolta attraverso indicatori di processo, rischia di riproporre esperienze che si sono rilevate al di sotto delle aspettative, laddove già messe in campo in via sperimentale”.

Secondo l’Aim, quindi, “forse meglio sarebbe stato destinare una quota parte di queste risorse al finanziamento di ulteriori contratti di formazione specialistica per assorbire l’imbuto formativo, a fronte dell’incremento di 1200 unità stabilito in manovra che rappresenta, comunque, un segnale di attenzione al diritto allo studio dei giovani medici”.

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